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Salvatore Quasimodo - Alle fronde dei salici: spiegazione


La lirica, composta nel 1946, apre la raccolta “Giorno dopo giorno”. Il contenuto si riferisce agli ultimi anni della Seconda Guerra mondiale, in particolare al periodo della resistenza e dell’occupazione tedesca. L’autore sembra volersi svincolare dalle forme elegiache dell’ermetismo, in modo da aprirsi alla realtà tragica e dolorosa della guerra. Questo orientamento morale si riflette anche sullo stile, che abbandona l’oscurità dell’ermetismo tradizionale per diventare più semplice e colloquiale.
Il testo è basato sulla rivisitazione di un passo biblico, il salmo 137, in cui gli israeliti, deportati a Babilonia nel VI secolo A. C., si rifiutano di cantare perché lontani dalla propria patria. Quasimodo cita direttamente il salmo, contestualizzandolo nel passato recente della guerra. Egli scrive che il popolo, oppresso dall’invasore tedesco e circondato da morte e disperazione, non può abbandonarsi alla gioia del canto. Il testo può essere interpretato anche come una riflessione sulla poesia: davanti alla catastrofe della guerra i poeti, proprio come fecero gli israeliti, appendono le loro cetre, cioè smettono di cantare perché impotenti di fronte all’atrocità e agli orrori del conflitto.

Testo, parafrasi e analisi


E come potevamo noi cantare
Con il piede straniero sopra il cuore,
fra i morti abbandonati nelle piazze
sull’erba dura di ghiaccio,
al lamento d’agnello dei fanciulli,
all’urlo nero (sinestesia) della madre
che andava incontro al figlio
crocifisso sul palo del telegrafo?
Alle fronde dei salici, per voto, anche le nostre cetre erano appese,
oscillavano lievi al triste vento.

Come potevamo noi poeti (richiamo al coro dell’atto terzo di Manzoni) cantare, oppressi dall’occupazione straniera, in mezzo ai cadaveri abbandonati nelle piazze, sull’erba indurita dal ghiaccio dell’inverno, davanti al lamento dei bambini indifesi come agnelli, e all’urlo straziato della madre che andava verso il figlio crocifisso a un palo del telefono (croce moderna: le sofferenze provocate dai nazisti evocano nella mente del poeta la crocifissione)?

Sui rami dei salici, come testimonianza di un impegno solenne, avevamo appeso anche le nostre cetre (antico strumento musicale che allude alle poesie e ai canti), che oscillavano mosse dal vento angoscioso.
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