Erectus 3797 punti

Alle fronde dei salici – parafrasi e analisi testuale


E come potevano noi cantare
Con il piede straniero sopra il cuore,
fra i morti abbandonati nelle piazze
sull’erba dura di ghiaccio, al lamento
d’agnello dei fanciulli, all’urlo nero
della madre che andava incontro al figlio
crocifisso sul palo del telegrafo?
Alle fronde dei salici, per voto,
anche le nostre cetre erano appese,
oscillavano lievi al triste vento.

L’ incipit della a lirica è costituito da un versetto del Salmo CXXXVII della Bibbia dove si narra che gli Ebrei, essendo stati fatti prigionieri dei Babilonesi, avevano perso la gioia di cantare e per questo avevano deciso di appendere le loro cetre sui rami dei salici. Il soggetto plurale “noi” ci fa assistere al termine del periodo ermetico caratterizzata dall’individualismo, espresso sempre dal pronome “io”

Parafrasi e analisi testuale


I poeti non potevano continuare a cantare perché il piede straniero opprimeva loro il cuore - In questi due versi si fa allusione alle truppe tedesche, diventate truppe di occupazione dopo gli avvenimenti dell’ 8 settembre – con i morti abbandonati in mezzo alle piazze – il poeta fa riferimento al fatto che era proibito seppellire i corpi di coloro che era stati uccisi per rappresaglia, affinché ciò servisse da monito per la popolazione – o sull’erba che il ghiaccio ha reso dura – la natura invernale sembra che quasi partecipi al dolore del poeta – in mezzo al lamento dei fanciulli simili al belato di agnelli – l’immagine ci richiama alla mente un rito di purificazione frequente nei popoli antichi in cui l’agnello era la vittima innocente e nella poesia, diventa il simbolo della sofferenza di chi è più debole ed indifeso – con l’angoscia disperata della madre che grida mentre sta andando incontro al figlio che è stato ucciso crofiggendolo ad un palo del telegrafo? - il giovane ucciso e forse torturato, ci suggerisce l’immagine di Gesù Cristo, anticipata da quella dell’agnello; il palo del telegrafo, come elemento della civiltà moderna, rende ancora più drammatica la scena – In segno di solenne rinuncia e di sacrificio anche le nostre cetre erano appese alle fronde dei salici ed esse oscillavano nella loro inutile al soffio di un triste vento – Le cetre, che sono sempre state il simbolo della poesia, diventano ora inutili ed in balia di un triste vento, simbolo della sofferenza e del male.
Il senso della lirica è questo: quando muoiono i sentimenti più elementari di pietà e di umanità anche l’arte muore; di conseguenza la cetra, strumento e simbolo della poesia, rimane appesa agli alberi, inutilizzata, in attesa che tornino le condizioni del vivere civile. Questo non significa che il poeta, di fronte alla violenza ed alla guerra si debba mettere in disparte. Se sceglie il silenzio lo fa perché sta provando sentimenti talmente forti da impedirgli di comporre, ma sempre pronto a riprendere il suo ruolo attivo nella società di cui fa parte.

La lirica è costituita da endecasillabi sciolti.
Numerose sono le figure retoriche:
• Con il piede straniero sopra il cuore: - metonimia
• sull’erba dura di ghiaccio: - sinestesia
• al lamento/d’agnello dei fanciulli – metafora
• urlo nero/della madre - sinestesia
• triste vento - metafora – Il triste vento è simbolo del dolore

Sono presenti anche tre enjambements (il senso di un verso, anziché concludersi, si prolunga nel verso che segue) che servono per mettere maggiormente in evidenza un’ immagine o un concetto:
• al lamento/d’agnello
• urlo nero/della madre
• figlio/crocifisso

Hai bisogno di aiuto in Autori e Opere 900?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email
Consigliato per te
I Licei Scientifici migliori d'Italia secondo Eduscopio 2017