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Concetti Chiave

  • Primo Levi nacque a Torino nel 1919 e si laureò in chimica, successivamente lavorò in una fabbrica di medicinali a Milano per studiare farmaci contro il diabete.
  • Durante l'occupazione tedesca, Levi si unì a un gruppo partigiano ma fu arrestato e deportato ad Auschwitz, dove sopravvisse a una malattia e lavorò come infermiere in un campo sovietico.
  • Dopo la guerra, Levi scrisse "Se questo è un uomo", rifiutato inizialmente da Einaudi ma pubblicato nel 1956, e "La tregua", che vinse il premio Campiello nel 1963.
  • L'ascesa del nazismo e le leggi razziali del 1933 e del 1938 influenzarono profondamente la vita di Levi, portandolo a partecipare attivamente alla Resistenza.
  • La cultura italiana del dopoguerra, segnata dalla guerra e dalla Resistenza, si orientò verso tendenze neorealistiche, cercando un legame tra cultura e realtà politico-sociale.

Gli inizi e la carriera accademica

Nacque a Torino nel 1919 da una famiglia ebrea. I suoi studi lo videro interessato soprattutto alla chimica e alla biologia,tanto che dopo la maturità si iscrisse al corso di chimica presso la facoltà di scienze dell’Università di Torino. Laureatosi si trasferì a Milano dove,in una fabbrica svizzera di medicinali,fu incaricato di studiare nuovi farmaci contro il diabete.

Esperienze di guerra e prigionia

Mentre le forze armate tedesche occupavano il nord e il centro Italia,Levi si unì a un gruppo partigiano,successivamente fu arrestato e rinchiuso nel campo di concentramento di Fossoli(Modena),gestito dai tedeschi. Da qui nel febbraio del 1944 fu avviato con altri prigionieri ad Auschwitz e internato nei lager. Levi ammalatosi di scarlattina,riuscì a sopravvivere e fu ospitato in un campo sovietico,dove lavorò come infermiere.

Ritorno e carriera letteraria

Ebbe inizio il viaggio del rimpatrio. Lo scrittore trovò lavoro nei pressi di Torino in una fabbrica di vernici e intanto scrisse Se questo è un uomo,l’anno successivo lo propose alla casa editrice Einaudi,ma lo rifiutò. Nel 1956 ripropose il libro all’editore Einaudi,che decise di pubblicarlo. Da allora si susseguirono ristampe e traduzioni in tutte le lingue. Nel 1962 iniziò la stesura del romanzo La tregua,diario dell’avventuroso viaggio di ritorno in Italia dal lager,la quale nel 1963 vinse la prima edizione del premio Campiello. Primo Levi morì suicida a Torino nel 1987. Pare fosse affetto dalla “sindrome del sopravvissuto”,ovvero un terribile senso di colpa,che tormenta coloro che,al contrario della maggioranza dei prigionieri,sono riusciti a salvarsi dallo sterminio.

Ascesa del nazismo e leggi razziali

Nel 1933,in Germania,salì al potere il Partito nazista di Adolf Hitler,che instaurò un regime dittatoriale:vennero aboliti i partiti e la libertà di stampa,fu annientata ogni forma di opposizione al regime fascista,vennero anche soppressi tutti i diritti democratici. Nel 1935 vennero poi emanate le leggi di Norimberga:in nome del mito della razza ariana vennero aboliti i diritti civili degli ebrei e di altre etnie. In Italia gli ebrei cominciarono ad essere perseguitati dal 1938 quando Mussolini emanò le leggi razziali.

Resistenza e cultura post-bellica

Primo levi visse drammaticamente l’esperienza del fascismo e della seconda guerra mondiale. Nel settembre del 1943 Levi scelse la via della partecipazione alla Resistenza e si unì a una formazione partigiana operante in Val D’Aosta. L’esperienza della guerra e della Resistenza determinò nella maggior parte degli intellettuali del tempo la volontà di instaurare uno stretto rapporto tra cultura e realtà politico-sociale. La cultura italiana del secondo dopoguerra,pertanto si orientò verso tendenze neorealistiche indirizzate alla ripresa del genere romanzo,all’oggettività della rappresentazione,alla scelta di una lingua antiletteraria.

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Domande da interrogazione

  1. Quali furono le esperienze formative di Primo Levi prima della guerra?
  2. Primo Levi, nato a Torino nel 1919, si interessò alla chimica e alla biologia, laureandosi in chimica all'Università di Torino e lavorando in una fabbrica di medicinali a Milano, dove studiò nuovi farmaci contro il diabete.

  3. Come visse Primo Levi l'occupazione tedesca e la prigionia?
  4. Durante l'occupazione tedesca, Levi si unì a un gruppo partigiano, ma fu arrestato e deportato ad Auschwitz. Dopo aver contratto la scarlattina, riuscì a sopravvivere e lavorò come infermiere in un campo sovietico.

  5. Qual è l'importanza del libro "Se questo è un uomo" nella carriera di Levi?
  6. "Se questo è un uomo", scritto da Levi dopo la guerra, fu inizialmente rifiutato da Einaudi, ma successivamente pubblicato nel 1956, diventando un'opera fondamentale con numerose ristampe e traduzioni.

  7. In che modo la Resistenza influenzò la cultura italiana del dopoguerra?
  8. L'esperienza della guerra e della Resistenza portò molti intellettuali, tra cui Levi, a cercare un legame tra cultura e realtà politico-sociale, orientando la cultura italiana del dopoguerra verso tendenze neorealistiche e una rappresentazione oggettiva della realtà.

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