Cesare Pavese


Pavese nacque nel 1908 in provincia di Cuneo. Frequenta il liceo classico e lì incontra Augusto Monti. Successivamente si iscrive alla facoltà di lettere e si laurea con una tesi riguardante Walt Whitman. Seguendo questa scia, inizia a dedicarsi ad una serie di traduzioni dall'inglese.
Nel '33 collabora alla rivista La Cultura di Einaudi dove sostituirà Ginzburg nella guida della rivista.
Viene condannato al confino a causa di sospette attività antifasciste. Durante questo periodo si dedicherà alla sua raccolta poetica "Lavorare stanca". "Il mestiere di vita" è invece una sorta di diario, sempre risalente al periodo di esilio.
Rientrato a Torino, nel 1936, scrive "Paesi tuoi", "Il carcere" e "La bella estate".
A causa del trasferimento della sede Einaudi a Roma, si sposterà per un breve soggiorno nella capitale. Torna in Piemonte e si rifugia nel Monferrato. Qui inizia il suo interesse verso il cristianesimo. Intreccia una relazione con Bianca Garufi con cui scrive un romanzo a 4 mani intitolato "Fuoco Grande" e rimasto incompiuto.
Aderisce poi al partito comunista italiano e nel mentre scrive qualche articolo per la rivista l'Uunità. Rimanendo nella scia politica di sinitra scrive nel '47 "Il Compagno". Partecipa ad una collana con Ernesto De Martino: uno studio antropologico intitolato "Collana Viola".
Nel '48 escono "Il Carcere", "Casa in collina" e "La bella estate".
Nel '50 esce l'ultimo romanzo chiamato "La luna e il falò"
Nell'agosto del 1950 si toglie la vita.
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