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Pier Paolo Pasolini (1922-1975)


Pasolini nasce nel 1922 a Bologna, ma a causa del lavoro del padre, ufficiale di fanteria, sarà spesso costretto a cambiare città di residenza durante la sua infanzia. Una costante rimasero però i soggiorni estivi a Casarsa, dove troverà ispirazione anche per le sue prime opere. Dopo il liceo si iscrive alla facoltà di Lettera all’Università di Bologna, dove vivrà ed entrerà a contatto con quello che lui poi definirà “il grande periodo dell’Ermetismo”. Nel 1942 pubblica la sua prima raccolta “Poesie a Casarsa”, in dialetto friulano, che considera come una lingua “pura per la poesia”. In quello stesso anno il padre viene fatto prigioniero degli inglesi in Africa orientale. Poco dopo Pasolini fugge da sotto le armi per raggiungere la madre a Casarsa. Durante l’occupazione nazista egli si rifugia in un paesino friulano, dove organizza una scuola gratuita e dove continua a lavorare per il recupero del dialetto del luogo. Nel 1945 vive un periodo profondamente straziante, a causa della morte del fratello Guido e dal ritorno del padre dall’Africa. Nel 1947 si avvicina alle ideologie marxiste e si iscrive al Partito Comunista Italiano, da cui sarà poi espulso nel 1949 a causa del processo portato avanti contro di lui per atti osceni e corruzione minorile. L’anno dopo si rifugia a Roma con la madre, dove vivrà due anni senza lavoro fino a poi trovarlo in una scuola privata, e inizia a scrivere “Ragazzi di vita”. Stringe inoltre amicizia con Giorgio Caproni, Carlo Emilio Gadda e Attilio Bertolucci grazie al quale firmerà il primo contratto editoriale per una Antologia della poesia dialettale del Novecento che uscirà nel dicembre del '52 con una recensione di Eugenio Montale. Nel 1954 raccoglie altri suoi componimenti ne “La meglio gioventù”, e il 1956 sarà l’anno in cui finirà l’opera “Le ceneri di Gramsci” e in cui inizierà la stesura di “Una vita violenta”. In questo periodo aumenta sempre più il dibattito critico nei suoi confronti, e stringe amicizia con scrittori quali Alberto Moravia ed Elsa Morante. Con il primo viaggerà in Africa e in India, e soprattutto nei paesi islamici. Grazie alla sua attività cinematografica diventerà molto amico della cantante Maria Callas, che sarà poi la protagonista del film “Medea”. Negli anni sessanta lavorerà anche al film “Accattone”, che non venne proiettato nelle sale italiane per via della censura, ma venne presentato a Venezia fuori concorso. Nel 1961 viene denunciato per tentata rapina, e nel 1964 pubblica “Poesie in forma di rosa” e poi “Il sogno di una cosa”. Nel frattempo lavora al film “Vangelo secondo Matteo”, e collabora con Rossellini, Godard e Gregoretti. Nel 1968, in seguito degli scontri a Villa Giulia, scrive la poesia “Il PCI ai giovani!!”.
Negli anni Settanta lavora con Lotta Continua, e sarà denunciato per “istigazione a delinquere e apologia di reato” a causa del supplemento “Proletari in divisa”. Nel 1970 scrive la sceneggiatura di dieci novelle ispirate al Decameron, per cui vincerà l’orso d’argento a Berlino e più di 30 denunce in tutta Italia, e a cui seguiranno I racconti di Canterbury e Il fiore delle Mille e una Notte, queste opere otterranno poi il nome di “Trilogia della vita”. Nel 1972 inizia a lavorare al romanzo “Petrolio”, che verrà poi pubblicato postumo e lavora anche al montaggio del film “Salò, o le 120 giornate di Sodoma”. I suoi ultimi scritti pubblicati su vari giornali verranno raccolti nel volume “Scritti corsari”. Nel 1975 viene investito da un’auto a Ostia.

Ragazzi di vita


In questo romanzo Pasolini racconta Roma, nella sua grandiosità e nel suo sfacelo, raccontando la realtà della Roma sottoproletaria e dei margini. Con la storia del protagonista Riccetto e della borgata in cui vive, Pasolini racconta non solo di un mondo lontano dalla morale borghese, ma da un mondo completamente senza morale, in cui ognuno vive alla giornata, cercando di risucchiare quanto più possibile dalla vita.
Questo romanze non può essere preso in considerazione isolandolo dal resto della produzione pasoliniana. Qui tratta dello stesso tema che tratterà dopo in “Una vita violenta”, “Mamma Roma”, “Accattone”, in cui descriverà un mondo che con la società consumistica vedrà sparire, intravedendo quello che descriverà come “genocidio culturale” e “mutazione antropologica”.
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