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Pasolini, Pier Paolo-"Ragazzi di Vita"

Il romanzo non ha un unico protagonista, ma una pluralità di protagonisti: sono i ragazzi delle borgate romane, i quali conducono una vita degradata e violenta.
Dal punto di vista della struttura, si tratta di un romanzo frammentario. L’opera è infatti suddivisa in otto capitoli, ognuno dei quali racconta un episodio che ha una propria autonomia narrativa, al contrario di “Una Vita Violenta”, caratterizzato da una struttura che è invece unitaria. Quindi, “Ragazzi di Vita” può essere letto come una raccolta di racconti che condividono gli stessi protagonisti, la stessa ambientazione geografica e le stesse tematiche.
Il linguaggio costituisce l’aspetto più sperimentale del romanzo; infatti l’autore utilizza tre registri linguistici:
I personaggi si esprimono in dialetto romanesco;

La voce narrante utilizza un italiano di media altezza in cui talvolta si inseriscono espressioni colloquiali.
Le sequenze descrittive sono caratterizzate da un linguaggio aulico, poetico.
Pasolini guarda a un romanzo poliziesco di Carlo Emilio Gadda, e in particolare a cinque capitoli di questa opera, inizialmente pubblicati a puntate.
E possibile quindi affermare che Pasolini intende rendere la verità dei fatti anche attraverso la verità del linguaggio. Pasolini dota l’opera di un glossario affinché anche chi non è romano possa comprendere il linguaggio del romanzo.
Il punto di vista è ora quello di un narratore onnisciente, ora quello di un narratore interno.

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