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Lo statuto del soprannaturale secondo Francesco Orlando

Parlando del soprannaturale occorre introdurre la nozione di “compromesso”, discussa da Francesco Orlando in un suo lavoro sul soprannaturale pubblicato postumo che rielabora le teorie freudiane applicandole alla letteratura. Orlando spiega il funzionamento della letteratura ricorrendo al principio freudiano del compromesso. La teoria freudiana individua un compromesso tra un desiderio inconscio, inaccettabile o irraggiungibile e la difesa da questo desiderio. L’attività fantastica si configura allora come una valvola attraverso cui il bambino può ribellarsi alle costruzioni del pensiero logico, ovvero compiere un’infrazione rispetto alla logica. Riprendendo queste teorie, Orlando definisce la letteratura nel suo insieme come un compromesso, in quanto essa implica un patto tra il lettore e ciò che viene letto; simultaneamente, la letteratura ospita forze psichiche contrastanti: il piacere e la regola, la legge e la trasgressione, la menzogna e la verità. In questa struttura oppositiva Orlando individua quell’idea del compromesso che rende la letteratura un serbatoio a cui attingere per ribellarsi alla struttura logica. Poiché la letteratura del soprannaturale comprende elementi non appartenenti alla logica, essa richiede uno sforzo ulteriore. Orlando elabora tre statuti in base al grado di convalida attribuito al soprannaturale:
1. Soprannaturale letterario di tradizione, (Odissea);
2. Soprannaturale letterario di indulgenza, (Metamorfosi di Ovidio);
Soprannaturale letterario di derisione; quest’ultimo può essere individuato nella Storia Vera di Luciano, ma anche in Lo Cunto de li Cunti, opera in cui Basile crea un mondo fantastico proponendolo come una sorta di parodia del gioco politico e al gioco di corte, finalizzata alla denuncia di un sistema politico che non funziona.
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