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Analisi de La noia di Moravia


Trama


Dino è un giovane appartenente ad una nobile famiglia romana che vive insieme alla madre in una villa lungo la via Appia. Assalito dalla noia nei confronti di tutto ciò che lo circonda e imputandolo inizialmente alla sua ricchezza, decide di abbandonare questa vita e, trasferitosi, di dedicarsi alla pittura.
Anche se questo sembri inizialmente distrarlo anche la pittura finisce per diventare nient'altro che un'azione meccanica e abitudinaria e l'uomo riprecipita nella noia. Alla morte dell'amico pittore, Dino conosce Cecilia e inizia con lei una relazione. Presto però anche gli incontri con la ragazza diventano un'abitudine e la giovane gli viene a noia, spingendolo così a cercare di lasciarla; ma proprio il giorno in cui sta per farlo lei non si presenta all'appuntamento. Dino scopre quindi che la ragazza lo tradisce e non così nasce in lui la gelosia. Il tradimento e la giustificazione tranquilla e per nulla scomposta della ragazza spazzano via la noia e accende in Dino il desiderio di possederla. La natura fatta di tradimento e bugie della ragazza sembrano infatti attrarre Dino che, incapace ormai di uscire dalla situazione, cerca di banalizzare e appiattire la ragazza prendendo l'abitudine di pagare l'amante dopo i loro incontri.

La storia si conclude con la partenza di Cecilia e con Dino che una sera decide semplicemente di schiantarsi con l'auto contro un platano senza però accusare eccessivi danni

Analisi


Dino, protagonista dell'opera, è la figura principale del racconto e quella più strettamente legata alla tematica della Noia. Egli infatti sperimenta una noia che non gli deriva dal suo status sociale ma da uno stato costitutivo dell'uomo di cui lui è dolorosamente consapevole fin dall'infanzia; lui vorrebbe infatti essere in grado di illudersi e vivere serenamente come fa l'amico pittore ma la consapevolezza dell'inutilità dell'illusione stessa rendono vano il suo tentativo. Allo stesso modo la noia invalida anche il suo rapporto con Cecilia: come si vedrà in seguito Dino è incapace di vivere un rapporto sereno con Cecilia perchè, essendo la noia una condizione di scollamento dalla realtà, egli vive il rapporto con la ragazza in modo estraniato e si rapporta quindi con ella in modo meccanico, considerandola al pari di un automa. Ulteriore prova di ciò consiste nel fatto che solamente quando subentra la gelosia egli è in grado, grazie alla scoperta di difetti anche in Cecilia, di non considerarla più un automa ma come realmente esistente, permettendogli così, seppur per poco, di avvicinarsi maggiormente al mondo esterno e colmare lo scollamento con la realtà intrinseco nell'uomo

Da ciò si può facilmente dedurre quella che è la tematica principale dell'opera, ossia un tema molto attuale e interessante ma spesso sottovalutato se non addirittura ignorato: la noia. La noia per Moravia, o meglio per il Moravia di questa terza fase letteraria, non è più circoscritta alla sola borghesia ma affligge purtroppo chiunque, a prescindere dal suo status sociale. La noia qui diventa infatti quasi una malattia patologia, addirittura fisica e connaturata nella condizione umana. La noia, qui, non è più la mancanza di un sentimento o di qualcosa, come avveniva invece nei romanzi del primo periodo come ad esempio in "Gli Indifferenti", ma è la mancanza di contatto con la realtà, ossia uno stato costitutivo e inevitabile di scollamento dalla realtà che rende impossibile qualsiasi rapporto con qualunque cosa, uomini o oggetti, stia al di fuori di colui che ne è consapevole.

Lo stile


L'opera non mostra un'eccessiva ricercatezza ma, al contrario, la narrazione, che avviene in prima persona ad opera di Dino, è molto descrittiva e incentrata sul valore del singolo particolare.
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