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Il dottore agguerrito nella notte di Alda Merini

Poetessa molto importante, che ha avuto una vita decisamente triste, soffriva di disturbi nervosi ed ha dovuto passare molto tempo in manicomio nonostante la sua lucidità. Rappresentazione descrittiva del recluso in manicomio, della crudeltà del trattamento psichiatrico. Lei stessa è la protagonista circondata da altri malati. Alda Merini qui è drammatica. Il dottore agguerrito nella notte, va verso un malato che urlava, descrive il dottore come insensibile in cui unico strumento per risolvere il problema è un sedativo (agguerrito poiché insensibile e malato perché cattivo), quello che fa non lo fa per uno scopo professionale ma lo fa sogghignando in quanto prova gioia a fare ciò che fa. Usa un calmante che annulla la voglia di esprimersi e se ne va sicuro di se (citazione a Montale, che vede male i sicuri di se, "non chiederci la parola") devastato inconsciamente della sua incredibile follia. Le sbarre sono quelle del letto di contenzione dove i malati venivano legati con delle fasce nel momento di crisi che canta una cantilena per esprimere un verso di sofferenza.

Stile: endecasillabi regolari, assenza di rime, citazione a Montale ("all'uomo che se ne va sicuro")
Tema: denuncia problema psichiatrico
. Il problema della nevrosi e della malattia psichica non è solo un dato biografico, ma risulta la componente essenziale di altre esperienze, come quella di Alda Merini.

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