cefine di cefine
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A Cesena


La poesia A Cesena di Marino Moretti fu composta nel 1916 ed è una poesia appartenente alla tendenza del crepuscolarismo. La poesia venne composta dall'autore in un giorno di pioggia in cui va a trovare la sorella sposata da poco, ma già delusa dal matrimonio. Solitamente Marino Moretti utilizza una metrica pascoliana (novenario dattilico); questa volta però decide di utilizzare l'endecasillabo.
Il primo verso si apre con la parola “piove” che ricorda la celebre “pioggia nel pineto” di D'Annunzio, ma anche la pioggia dello Spleen di Baudelaire.

La poesia è immersa in un'atmosfera grigia e malinconica; si noti l'aggettivo grigio riferito a "borgo" (e il collegamento con il natio borgo selvaggio di Leopardi) che sottolinea la condizione cupa dell'esistenza in cui versa la sorella di Marino, la quale sembra manifestare anche invidia nei confronti della “bella vita” del fratello.. Interessante analizzare la tristezza del poeta nella formula, “io sono triste”; lui che è rimasto senza sorella. Lo stesso sorriso non è più quello di una sorella (si noti il verso 27 in cui il poeta sottolinea “un sorriso non più tuo), infatti la sorella ha iniziato impersonare ruoli borghesi e non ha più la naturalezza e l'innocenza del ruolo di sorella che aveva prima. Si noti inoltre la mescolanza tra poesia e prosa che rende l'andamento molto più sinuoso e caratteristico del crepuscolarismo.
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