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Primo Levi - Vita, Opere e Neorealismo



Primo Levi nacque a Torino nel 1919 da genitori ebrei. Nel 1941 si laureò in chimica.
Nel 1943 venne catturato e internato nel campo di concentramento di Fossoli, e successivamente venne deportato ad Auschwitz.
Dopo un primo periodo di lavori forzati, riuscì a superare un esame di chimica che lo salvò dalle camere a gas e gli consentì di essere utilizzato nei laboratori di una fabbrica per la produzione di gomme sintetiche.
Il 27 gennaio 1945 venne liberato dai Russi, ma rimpatriò soltanto nell’ottobre del 1945.
La terribile esperienza che visse fu raccontata nel suo romanzo “Se questo è un uomo”, pubblicato nel 1947. È un romanzo autobiografico che rappresenta una testimonianza molto toccante dell’esperienza vissuta nel campo di concentramento di Auschwitz. Nel libro vengono narrati: l’arresto, la deportazione, la lunga sofferenza e la disperata resistenza per sopravvivere.
Altre opere da ricordare sono “La tregua” che è la cronaca della liberazione dal campo e del ritorno a casa, e la raccolta di poesie “Ad ora incerta”.
Nel 1987 si suicidò a Torino.

Primo Levi fu uno dei maggiori esponenti del Neorealismo, una nuova corrente culturale nata nel secondo dopoguerra in Italia, che investì molto sia in ambito cinematografico che in quello poetico.
Il Neorealismo fu la sconfitta alla vecchia classe decadente, e per la prima volta nella storia le masse popolari si erano conquistate la scena nella società. I poeti nazionalisti, inoltre, attraverso l’impegno politico e sociale, intendevano trasformare la realtà. Oltre a Primo Levi, altri poeti da ricordare sono: Alberto Moravia e Italo Calvino.
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