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L'assurdo e L'abisso: Kafka

Nel 900 la solitudine è categoria esistenziale privilegiata, acuiscono questa condizione l'avvento della società di massa, il crescente senso di alienazione dell'individuo, il distacco dal singolo dalle istituzioni entro le quali non riesce più a condurre un'esistenza soddisfacente e armoniosa. Di questo profondo malessere dà perfetta raffigurazione Franz Kafka.

Nasce a Praga nel 1883, da una famiglia ebrea di origine ceca e madrelingua tedesca, in cui domina la figura paterna. Si iscrive alla facoltà di Giurisprudenza e poi lavora come impiegato. Durante la notte scrive. Le sue prime pubblicazioni sono Descrizione di una battaglia (1905), Preparativi di nozze in campagna (1907), Meditazione. Nel 1915 pubblica in rivista La Metamorfosi.
Nel 1917 si manifesta la tubercolosi. Dopo un tormentato legame con Felice Bauer e la relazione con Milena Jesekskà, trova la serenità con Dora Diamant. Muore vicino Vienna nel 1924. I romanzi tutti incompiuti sono pubblicati dopo.

Spicca nella scrittura di Kafka il perturbante, nel senso di qualcosa di spaventoso che irrompe nell'orizzonte delle attese quotidiane, ma è comunque legato a "qualcosa di rimosso che ritorna". La precisione dello stile e il realismo della narrazione si scontrano con situazioni che sono contrarie ad ogni logica e razionalità. Il lettore è così condotto in situazioni paradossali e inspiegabili. L'aggettivo "kafkiano" è usato per indicare una circostanza assurda e ostile in cui l'uomo si muove goffo e inopportuno.
Per Kafka si parla di "allegoria vuota", ovvero una tendenza a caricare oggetti e particolari di una forte valenza allegorica, tesa cioè a dire altro. Esprime un'insistente domanda di senso destinata a rimanere insoddisfatta. Tale allegoria rivela la frattura inesorabile tra particolare ed universale e la perdita di certezze dell'uomo novecentesco, condannato ad un destino di insignificanza.

Il racconto La Metamorfosi presenta diversi parallelismi con la biografia dell'autore che trascorreva il giorno in ufficio e la notte a scrivere. Derivano dalla sua esperienza l'estraniazione del protagonista Gregor dal contesto socio-familiare e da se stesso. L'improvvisa ed inspiegabile trasformazione in insetto esprime la lacerazione tra senso del dovere e reali aspirazioni.
Il disperato bisogno di dare voce alla propria infelicità e di essere compreso e accettato dal padre porta Franz a tentare di stabilire un contatto con lui attraverso una commovente Lettera al padre (1919).

Nella Lettera è bene illustrata la traduzione del principio di autorità in impietoso atto di autoaccusa con il quale l'uomo riconosce l'esistenza di una legge necessaria ed equa cui egli non è in grado di uniformarsi.

Un senso di superiore e imperscrutabile giustizia emana anche dal Processo. E' il racconto di un fatto incredibile che una sventurata mattina stravolge l'esistenza di Josef K, che dovrebbe acquisire consapevolezza della propria insufficienza e accettare di rimettersi umilmente alla volontà di qualcosa di vero e incommensurabile rispetto a lui.

Dopo aver vissuto una religiosità molto blanda, sviluppa un forte interesse per la cultura ebraica, tanto nella sua forma politica, quanto in quella religiosa. La disperazione dell'uomo senza terra e senza identità, tipicamente ebraica, condizione che Kafka estende a tutto il genere umano, si rispecchia nei motivi del doloroso senso di esclusione, del lancinante senso di colpa per la mancata appartenenza ad un contesto sociale e territoriali, dell'affannosa ricerca di se stessi e di un ambiente in cui integrarsi.

Si coglie, implicita, l'esistenza di un Assoluto che ha caratteri originali: l'assurdità delle situazioni si costituisce non in un universo abbandonato dal divino, ma in quello, ancora più atroce, di una creazione in linea di principio benevola, ma non per noi. L'angoscia nella sua scrittura giunge da un senso costante e irreparabile di esclusione. L'uomo di Kafka è separato da Dio da un vero abisso.
All'interno dell'opera i Diari, sono soprattutto gli aforismi a dischiudere un orizzonte salvifico, modificando la visione tragica dei racconti e dei romanzi. Trova nella scrittura da lui considerata come una forma di preghiera, la via per liberare le forze dello spirito. L'arte può dunque assolvere allo scopo di dare un senso alla vita.

La Metamorfosi, Il Risveglio di Gregor Samsa


svegliatosi un mattino nel corpo di un orribile insetto, Gregor è costretto a calarsi lentamente nella sua nuova, disumana condizione. Vuole però mantenere il legame con la famiglia. Ma privo di riconoscenza verso la buona volontà di Gregor, il padre è il primo a decretare l'allontanamento fisico e spirituale dell'uomo, richiudendolo nella sua stanza e lasciandogli come solo contatto la sorella Grete. Ella stabilisce con Gregor un rapporto intenso, che non impedisce la definitiva trasformazione del protagonista in insetto. La sua morte consentirà a tutti di sentire di nuovo con serenità la vita, finalmente priva della mostruosa presenza.

La scena che apre il racconto sembrerebbe la trascrizione di un incubo, ma il tono pacato e oggettivo chiarisce subito che si tratta di un'orrenda realtà. L'estremo dettaglio dei particolari e la precisione immergono subito il lettore in un clima inquietante e straniato. A rendere assurda la situazione è lo scioccante contrasto tra l'inverosomiglianza della situazione e la normalità con cui essa viene dipinta dal narratore e accettata da Gregor. Egli non si lamenta della sua nuova orripilante condizione, chiude gli occhi per non vedere una realtà del tutto squallida.

Narratore esterno, focalizzazione interna

Il Processo, L'arresto di Josef K


Josef K., un integerrimo funzionario di banca, piomba nella totale angoscia quando si vede processato per una ipotetica realtà che non gli è concesso conoscere. Venuto a contatto con un mondo sordo e bieco, si ostina a comportarsi di testa propria, insistendo sulla propria innocenza e rifiutando qualunque contatto con l'autorità. Lo scontro diventa presto un muro contro muro, sullo sfondo del quale si profila l'inevitabile soccombere del più debole: K. Infine giustiziato da due sconosciuti, che lo portano in campagna e lo accoltellano al cuore.

Nessuno verrà mai a sapere quale sia il capo di imputazione del protagonista, che per tutto il romanzo non cesserà di indagare scontrandosi con un impenetrabile muro di silenzio. La vicenda, non è tanto il dramma dell'uomo perseguitato ingiustamente, quanto quelli di chi, per superbia e sete di sapere, è incapace di mettere in discussione se stesso e di accettare l'esistenza del mistero, K. Rimane fermo nella sua convinzione che si abbia sempre diritto ad una spiegazione razionale e che sia sufficiente condurre un'esistenza onesta per vivere da giusto. Questa sua ostinazione, questa sua inesausta pretesa di razionalità, ne fanno un moderno Faust, lo scienziato, protagonista della più nota opera di Goethe, animato da un'insaziabile brama di conoscenza.

Faust: misto che nasce nel Medioevo, fa un patto con il diavolo per un desiderio di onnipotenza. Il diavolo gli concede il dono, ma in cambio prende la sua anima.

Diverse sono le interpretazioni dell'opera in quanto i simboli kafkiani sono così densi da rendere possibili tutte le spiegazioni. Infatti lo stesso aggettivo kafkiano esprime un che di misterioso, assurdo, angoscioso, contraddittorio, paradossale, cioè inspiegabile. Ma tale leggerezza nell'interpretazione fa torto a Kafka sempre alla disperata ricerca non di una verità, ma della verità. Per lui lo smarrimento e l'incomunicabilità sono tragedie (personali).
Il Processo rende l'attivismo difensivo di Kafka In un'atmosfera di grigio squallore. La vita è spesso esistenza opaca imperfetta, rispetto ad ogni orgoglio di presunzione.

Kafka rappresenta la volontà di affermazione e ambizione sociale che nel processo approda però alla sconfitta.

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