Concetti Chiave
- Eduardo De Filippo, nato a Napoli il 24 maggio 1900, è un importante figura del teatro italiano, cresciuto nella passione per il teatro napoletano.
- Fonda la compagnia "I De Filippo" con i suoi fratelli, abbracciando tecniche della Commedia dell'Arte e dedicandosi a un teatro più impegnato dopo l'incontro con Luigi Pirandello.
- Debutta nel cinema nel 1932 e diventa regista nel 1940, fondando successivamente "Il Teatro di Eduardo" e ristrutturando il Teatro San Ferdinando di Napoli.
- Tra i suoi capolavori si trovano Napoli Milionaria, Questi fantasmi! e Filumena Marturano, che testimoniano il suo periodo di massimo successo.
- Ammirato a livello mondiale, vince il "Premio Feltrinelli" nel 1963 e muore il 31 ottobre 1984, lasciando un'eredità artistica duratura.
Indice
Le origini e la passione teatrale
Senatore a vita della Repubblica italiana, Cavaliere di Gran Croce, Eduardo De Filippo nasce a Napoli il 24 Maggio 1900.
Uomo dalle notevoli sfaccettature, passa da attore teatrale a commediografo, da regista teatrale a cinematografico.
Figlio d'arte, sebbene illegittimo, dell'attore Eduardo Scarpetta, cresce nella passione travolgente del teatro napoletano insieme ai fratelli Titina e Peppino, con i quali entra a far parte della compagnia Molinari nel 1929. Già nel 1920 compone la sua prima opera, Farmacia di turno, che apre la raccolta "Cantata dei giorni pari"; ma è con la compagnia che si dedica al suo primo capolavoro Natale in casa Cupiello.
La carriera teatrale e cinematografica
Successivamente con i fratelli fonda una nuova compagnia dal nome "I De Filippo", che risaliva alle tecniche e alle vene satiriche della Commedia dell'Arte. Abbandona così il teatro provinciale per dedicarsi, soprattutto in seguito all'incontro casuale con Luigi Pirandello, ad un teatro più impegnato: nasce la rappresentazione del Berretto a Sonagli, Liolà e la scrittura de L'abito nuovo.
Nel 1932 irrompe sulla scena cinematografica con Il cappello a tre punte, mentre la sua esperienza da regista è inaugurata nel 1940 con In campagna è caduta una stella. Fu grande compagno di avventure di Vittorio De Sica (tra le tante il film Filumena Marturano 1951, di cui De Sica e Titina sono i protagonisti sotto la regia di Eduardo).
Nel 1944 chiude la sua carriera di attore, fondando, però, una nuova compagnia "Il Teatro di Eduardo", per la quale acquisterà e ristrutturerà il Teatro San Ferdinando di Napoli, inaugurato con l'opera Palummella zompa e vola nel 1954.
Il successo e l'eredità artistica
Inizia il periodo più florido; appartengono a questa fase capolavori come Napoli Milionaria (1945), il cui film omonimo con Totò è del 1950, Questi fantasmi! (1946), Filumena Marturano (1946), Mia Famiglia (1953), Bene mio, core mio (1956), De Pretore Vincenzo (1957), Sabato, domenica e lunedì (1959).
Abbandona anche il cinema, nel 1966, dopo il film Spara forte, più forte... non capisco! per dedicarsi alla TV.
Ammirato e stimato in tutto il mondo, vince il "Premio Feltrinelli" nel 1963 con Dopo l'ultima interpretazione nel film Cuore di Luigi Comencini, muore, con grande commozione del mondo intellettuale, politico e non solo, il 31 Ottobre 1984, a Roma.
Domande da interrogazione
- Qual è il legame di Eduardo De Filippo con il teatro napoletano?
- Come si evolve la carriera di Eduardo De Filippo nel cinema?
- Quali sono alcune delle opere più celebri di Eduardo De Filippo?
Eduardo De Filippo, figlio d'arte dell'attore Eduardo Scarpetta, cresce immerso nella passione per il teatro napoletano, collaborando con i suoi fratelli Titina e Peppino nella compagnia Molinari dal 1929 e dedicandosi alla scrittura di opere significative come "Natale in casa Cupiello".
La carriera cinematografica di Eduardo inizia nel 1932 con "Il cappello a tre punte" e prosegue con importanti collaborazioni, come quella con Vittorio De Sica in "Filumena Marturano" (1951), fino a quando decide di abbandonare il cinema nel 1966 per dedicarsi alla televisione.
Tra i capolavori di Eduardo De Filippo si annoverano "Napoli Milionaria" (1945), "Questi fantasmi!" (1946), "Filumena Marturano" (1946) e "Sabato, domenica e lunedì" (1959), opere che hanno segnato un periodo florido della sua carriera e che continuano a essere celebrate.