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Italo Calvino - Il barone rampante: trama e analisi del romanzo


Il barone rampante è ambientato verso la fine del settecento, dopo la caduta di Napoleone. La voce narrante è Biaggio, fratello del protagonista Cosimo, ragazzo dodicenne che appartiene ad una nobile famiglia ligure. Dopo essere stato sgridato dal padre perché non aveva voluto mangiare un piatto di lumache, egli sale su un albero per esprimere il proprio risentimento e non scende mai più a Terra. Cosimo, dunque, sopravvive rampando tra gli alberi e le foreste del mondo, imbattendosi in molte persone e diversi ostacoli. Nonostante questa peculiarità, Cosimo non si estranea, anzi è un intellettuale che segue le correnti più avanzate del tempo: aderisce alla massoneria; è un ecologista; vuole preservare i boschi dagli incendi e, inoltre, salva il paese da un invasione di lupi. Quando le armate francesi giungono in Italia minacciandola di condurla al nazionalismo, egli dirige la rivolta antifeudale.
Cosimo rifiuta la realtà evidente: egli vuole cambiare il mondo e si oppone all’oscurantismo. Infine, quando diventa vecchio e sta per morire, nonostante tutti si aspettino che scenda a terra, vede passare una mongolfiera inglese e, con “un inaspettato e imprevedibile balzo felino”, puntellandosi con i piedi si aggrappa alla fune della mongolfiera. Quando essa scende a terra, di Cosimo non vi è alcuna traccia.
Il barone rampante è l’esempio evidente dell’uomo alienato asservito alla società meccanica. Egli si ribella al meccanicismo del mondo in cui vive. Se il visconte dimezzato mantiene aperto uno spiraglio di una speranza migliore, nel Barone rampante crolla ogni illusione di un domani prospero. Rispetto al primo romanzo, inoltre, il Barone rampante è più freddo e distaccato, disseminato di aforismi satirici e ironici.
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