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Stefano Benni , nato a Bologna nel 1947 , è autore di alcune raccolte di poesie , ma deve il suo successo soprattutto ai numerosi romanzi e racconti, tra i quali ricordiamo Bar Sport (1976), Terra! (1983), Il bar sotto il mare
(1989), La compagnia dei Celestini (1992), Elianto (1996), Saltatempo (2001), Margherita Dolcevita (2005). Ha collaborato con numerosi periodici e con i quotidiani "La Repubblica" e "il Manifesto". Tutte le sue opere sono caratterizzate da un ampio uso di giochi di parole , neologismi e parodie di altri stili letterari. Seppure inseriti in contesti e situazioni immaginarie e paradossali , i personaggi di Benni esprimono sempre una forte satira della società contemporanea. Più noto la sua narrativa dai contenuti spesso esilaranti. Stefano Benni si è avvenuto anche nel campo della poesia , dove la sua vena comico - grottesco si è coniugata a un serio impegno civile, come sempre volto a smascherare le ipocrisie e i controsensi della nostra società. Con un sottile tono satirico , in alcuni dei suoi componimenti, ritroviamo la denuncia dell'evolversi di un rapporto di coppia logorato dalla quotidianità. A parlare , in prima persona , è la donna, le cui parole , inizialmente venate da un'affettuosa comprensione verso le abitudini del

compagno, si trasformano progressivamente in osservazioni infastidite e rancorose nei confronti di quelle stesse piccole cose che in principio aveva amato in lui.

Le piccole cose da Ballate (1991) Stefano Benni

Le tre strofe in cui si è suddiviso questo lungo componimento corrispondono a tre momenti che scandiscono un rapporto di coppia nel suo lento deterioramento. Nella prima strofa, la donna enumera con tono affettuoso e confidenziale le
piccole cose, i gesti abituali e ripetuti che ama nel suo compagno : le sue carezze lievi sui capelli, il suo respiro mentre le riposa accanto, e la caffettiera che canta, l'odore della pipa, il profumo, il gilet. Nella seconda strofa , invece, il tono , già leggermente infastidito, fa trasparire il lento mutare del sentimento. E così , il respiro di lui diventa un po' affannato, sul comodino compare il bicarbonato, il canto della caffettiera si è trasformato in sibilo, il profumo è demondè. L'ultima strofa invece denuncia apertamente che, se forse l'amore non è proprio infinito, si è però
pesantemente logorato. Le carezze sui capelli sono ormai una mania idiota, il respiro è diventato un russare, finalmente la caffettiera è esplosa , il profumo di lui è addirittura scomparso, trasformandosi in un odore disgustoso.

Scritto con sottile ironia, il componimento , denuncia una situazione di fatto molto diffusa nella società moderna , nella quale tutto va consumandosi in fretta, anche l'amore. Evidentemente incapaci di godere dell'autentica sostanza della quotidianità , con quel senso di certezza degli affetti e di dolce consuetudine che le sono propri , lui e lei, o almeno la parte che parla, ne colgono solo l'estremità, simboleggiata da gesti abituali del compagno che, invece di diventare sempre più cari, si trasforma in fastidi insopportabili.
Dietro l'umorismo della situazione si coglie una vena di sottile malinconia per la superficialità con cui spesso si imbastiscono i rapporti a due, destinati a naufragare perché privi di un'autentica reciprocità di affetti.

I blocco:
Le piccole cose
che amo di te
Le piccole cose
che amo di te
quel tuo sorriso
un po' lontano
il gesto lento della mano
con cui mi accarezzi i capelli
e dici: vorrei
averli anch'io così belli
e io dico: caro
sei un po' matto
e a letto svegliarsi
col tuo respiro vicino
e sul comodino
il giornale della sera
la tua caffettiera
che canta, in cucina
l'odore di pipa
che fumi la mattina
il tuo profumo
un po' balsé
il tuo buffo gilet
le piccole cose
che amo di te

II blocco:
Quel tuo sorriso
strano
il gesto continuo della mano
con cui mi tocchi i capelli
e ripeti: vorrei
averli anch'io così belli
e io dico: caro
me l'hai già detto
e a letto sveglia
sentendo il tuo respiro
un po' affannato
e sul comodino
il bicarbonato
la tua caffettiera
che sibila in cucina

l'odore di pipa
anche la mattina
il tuo profumo
un po' demodé
le piccole cose
che amo di te

III blocco:
Quel tuo sorriso beota
la mania idiota
di tirarmi i capelli
e dici: vorrei
averli anch'io così belli
e ti dico: cretino,
comprati un parrucchino!
E a letto stare sveglia
e sentirti russare
e sul comodino
un tuo calzino
e la tua caffettiera
che é esplosa
finalmente, in cucina!
La pipa che impesta
fin dalla mattina
il tuo profumo
di scimpanzé
quell'orrendo gilet
le piccole cose
che amo di te.

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