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Niccolò Machiavelli (1469- 1527)

La vita e l’opera di Machiavelli sono strettamente legate alla storia politica di Firenze e dell’Italia , che egli conosceva benissimo e seppe analizzare con grande lucidità. Fece carriera al tempo della repubblica fiorentina; quando i Medici tornarono al poter (1512) fu allontanato dalla vita politica, accusato di aver tramato contro il governo dei Medici fu condannato al confino.
Nel forzato ritiro a San Casciano compose il Principe, un trattato politico in 26 brevi capitoli, in cui descrive le qualità e i comportamenti necessari ad un principe per acquistare, mantenere e allargare il principato. La finalità di Machiavelli è quella di fare cosa utile a colui che voglia creare uno stato forte nell’Italia di quegli anni.
Machiavelli è considerato il fondatore della scienza politica, cioè dell’autonomia del pensiero politico dalla religione, dalla morale. Questo vuol dire porre alla base della politica l’analisi della realtà dei fatti, delle circostanze concrete in cui essa si svolge. Questo comporta che l’agire politico, per raggiungere il suo scopo deve, quando necessario, oltrepassare i limiti della morale ( non partirsi dal bene potendo, saper entrare nel male, necessitato). Il pensiero di Machiavelli si incentra su una concezione laica e pessimistica dell’uomo secondo la quale l’uomo agisce spinto da basse passioni, l’avidità, l’ambizione, il desiderio di potere. In un mondo dominato da violenza, ferocia, sottili accorgimenti , il principe non deve fare professione di buono ma assicurare una forma di convivenza civile sottratta al rischio incombente della violenza e della sopraffazione. All’uomo politico non resta che accettare il male in quanto condizione costitutiva della natura umana e comportarsi di conseguenza e quindi deve saper ingannare, esercitare violenza, dissimulare le vere intenzioni. Più volte egli afferma che uno stato ideale e un principe perfetto potrebbero esistere solo se tutti gli uomini fossero buoni, ma questo non corrisponde alla realtà. Al principe è consentito non rispettare i principi della moralità (deve essere golpe e lione, astuto come una volpe e violento come un leone) se ciò ha come risultato un’azione politica efficace. L’esercizio del potere è funzionale a garantire la prosperità dello stato e il benessere di chi vive al suo interno. Machiavelli insiste, inoltre, su due concetti, di occasione e, cioè delle circostanze in cui il principe si trova ad agire, e di fortuna, cioè dell’elemento imponderabile che non può essere del tutto previsto e governato. In stretta relazione con i due concetti di occasione e di fortuna ( attribuisce al dominio della fortuna la metà delle azioni umane, mentre il resto può essere governato dalla virtù) viene definita la virtù del principe come capacità di sfruttare l’occasione e di difendersi preventivamente dall’avversa fortuna.
Machiavelli era convinto che, anche se nel tempo si verificano molti cambiamenti di costume, usanze, mentalità, la natura umana rimane immutabile, per questo è possibile, attraverso lo studio attento della storia, stabilire delle leggi naturali che si ripetono e indicare a chi governa le vie cui deve attenersi per la fondazione, il mantenimento e il progresso dello stato.
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