NICCOLO’ MACHIAVELLI
Come sappiamo, Machiavelli lavorando alla corte d’Este ebbe vari incarichi diplomatici
e potè toccare con mano vari aspetti politici. Infatti secondo Machiavelli,
l’osservazione –diretta o indiretta – del presente insieme allo studio del passato sono i
concetti che costituiscono l’arte della politica.
Questi due elementi dell’arte della politica vengono sintetizzati nell’’opera principale i
Machiavelli, che è il Principe. Machiavelli disse che il Principe nasce da una “lunga
esperienza delle cose moderne e continua lezione delle antique”.
ARTE DELLA
POLITICA STUDIO
OSSERVAZIONE DEL
DEL PRESENTE PASSATO
La filosofia politica di Machiavelli viene appunto chiamata realismo politico in quanto
si basa sulla realtà effettiva, si deve partire dallo stato reale delle cose, non su
un’idea di perfezione come nell’utopia alla quale il realismo politico è antitetico. Infatti
quello descritto da Machiavelli non è uno stato perfetto o un principe ideale, ma è un
modello realistico ed efficiente, non gli interessa la perfezione dello stato ma
l’effettiva realizzabilità e soprattutto la sua efficienza; a questo scopo, vengono
sacrificati infatti alcuni valori morali in quanto il fine è che il governo sia utile ed
efficiente. Il bene dello stato non coincide con il bene morale ma con il suo essere
utile. L’arte della politica è difficile secondo Machiavelli. Già chiamarla arte significa
mettere in evidenza innanzitutto la complessità ma anche il fatto che per praticarla
servano delle conoscenze specifiche. Per Machiavelli esistono sicuramente delle
costanti nel comportamento degli uomini, cioè le motivazioni che spingono gli uomini
a fare certe scelte politiche sono sempre le stesse, cioè esiste un’immutabilità della
natura umana e noi studiando il passato possiamo vedere quali siano queste
motivazioni che spingono l’uomo ad agire politicamente sempre nello stesso modo.
Machiavelli disse infatti che la storia è maestra di vita, studiando il passato possiamo
infatti prevedere il presente. Tuttavia, secondo Machiavelli, aldilà di questa
immutabilità della natura umana, esistono gli individui: ogni uomo ha un ingegno e
quindi bisogna studiare anche gli esempi individuali (Machiavelli infatti sottolinea
anche alcune figure che hanno segnato la storia in quanto individui, come Cesare
Borgia, Alessandro VI, Alessandro Magno,ect). Di conseguenza, non bisogna solo
studiare le costanti, ma anche l’individualità degli uomini, cioè quelle che possono
essere le variabili e quindi il presente. La politica è un’arte molto incerta, in
quanto oltre alle costanti presenta queste variabili dovute all’individualità, ma anche
grazie ad un altro fattore, ovvero il fatto che spesso gli uomini politici, spesso non
compiono le loro azioni alla luce del sole, ma nascondono le loro intenzioni, simulano.
Quindi, oltre che immutabile la natura dell’uomo tende spesso a nascondersi, ad
essere mimetica.
L’opera del Machiavelli a suo tempo fu un’opera che destò molto scandalo perché
l’idea che dava del principe non era quella ideale data dagli altri autori politici, ovvero
il principe cristiano che doveva avere tutti valori moralmente giusti (onore, fede,
lealtà, magnanimità), ma introduceva addirittura il concetto di crudeltà e violenza se
le circostanze lo richiedevano. Il principe doveva saper essere moralmente giusto o