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Machiavelli, Niccolò - Il pensiero scaricato 20 volte

NICCOLO’ MACHIAVELLI

Come sappiamo, Machiavelli lavorando alla corte d’Este ebbe vari incarichi diplomatici e potè toccare con mano vari aspetti politici. Infatti secondo Machiavelli, l’osservazione –diretta o indiretta – del presente insieme allo studio del passato sono i concetti che costituiscono l’arte della politica.
Questi due elementi dell’arte della politica vengono sintetizzati nell’opera principale i Machiavelli, che è il Principe. Machiavelli disse infatti che il Principe nasceva da una “lunga esperienza delle cose moderne e continua lezione delle antique”.

La filosofia politica di Machiavelli viene appunto chiamata realismo politico in quanto si basa sulla realtà effettiva, si deve partire dallo stato reale delle cose, non su un’idea di perfezione come nell’utopia alla quale il realismo politico è antitetico. Infatti quello descritto da Machiavelli non è uno stato perfetto o un principe ideale, ma è un modello realistico ed efficiente, non gli interessa la perfezione dello stato ma l’effettiva realizzabilità e soprattutto la sua efficienza; a questo scopo, vengono sacrificati infatti alcuni valori morali in quanto il fine è che il governo sia utile ed efficiente. Il bene dello stato non coincide con il bene morale ma con il suo essere utile.

L’arte della politica è difficile secondo Machiavelli. Già chiamarla arte significa mettere in evidenza innanzitutto la complessità ma anche il fatto che per praticarla servano delle conoscenze specifiche. Per Machiavelli esistono sicuramente delle costanti nel comportamento degli uomini, ossia le motivazioni che spingono gli uomini a fare certe scelte politiche sono sempre le stesse, ovvero esiste un’immutabilità della natura umana e noi studiando il passato possiamo vedere quali siano queste motivazioni che spingono l’uomo ad agire politicamente sempre nello stesso modo. Machiavelli disse infatti che la storia è maestra di vita, studiando il passato possiamo infatti prevedere il presente. Tuttavia, secondo Machiavelli, aldilà di questa immutabilità della natura umana, esistono gli individui: ogni uomo ha un ingegno e quindi bisogna studiare anche gli esempi individuali (Machiavelli, infatti, sottolinea anche alcune figure che hanno segnato la storia in quanto individui, come Cesare Borgia, Alessandro VI, Alessandro Magno). Di conseguenza, non bisogna solo studiare le costanti, ma anche l’individualità degli uomini, cioè quelle che possono essere le variabili e quindi il presente. La politica è un’arte molto incerta, in quanto oltre alle costanti presenta queste variabili dovute all’individualità, ma anche grazie ad un altro fattore, ovvero il fatto che spesso gli uomini politici, spesso non compiono le loro azioni alla luce del sole, ma nascondono le loro intenzioni, simulano. Quindi, oltre che immutabile la natura dell’uomo tende spesso a nascondersi, ad essere mimetica.

L’opera del Machiavelli a suo tempo fu un’opera che destò molto scandalo perché l’idea che dava del principe non era quella ideale data dagli altri autori politici, ovvero il principe cristiano che doveva avere tutti valori moralmente giusti (onore, fede, lealtà, magnanimità), ma introduceva addirittura il concetto di crudeltà e violenza se le circostanze lo richiedevano. Il principe doveva saper essere moralmente giusto o spesso venir meno alla parola data solo per giungere al fine supremo, ovvero il mantenimento dello stato, egli deve mirare a conservare il proprio stato e per arrivare a questo scopo per Machiavelli la politica deve scindersi dalla morale, in quanto spesso questa può portare alla rovina dello stato.

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