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Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio


Machiavelli elabora le sue teorie politiche basandosi su due fatti:
-l’osservazione della realtà politica del suo tempo; realtà contrassegnata da una profonda crisi.
-lo studio del passato; secondo l’autore lo Stato più forte nella Storia fu quello degli antichi romani e la Repubblica fu la sua forma politica migliore. Egli studia tutto ciò avvalendosi di Tito Livio, storiografo che scrisse 142 libri sulla storia di Roma. Della sua grande opera ci rimane la prima parte (la prima deca, cioè i primi dieci libri) in cui Tito parla della Roma repubblicana. Machiavelli studiò la prima deca di Tito Livio, arrivando alla conclusione che la Repubblica fosse la forma di governo migliore poiché durata più a lungo (idea non del tutto nuova, in quanto già lo storiografo greco Polibio o il filosofo greco Panezio avevano notato che a Roma si era formato l’equilibrio migliore: ovvero una Repubblica con costituzione mista di democrazia, rappresentata dai tribuni, di aristocrazia, rappresentata dal Senato formato dagli anziani delle gens più importanti e di monarchia, rappresentata dalla cosiddetta diarchia, ovvero da due consoli che amministravano il potere esecutivo). Dallo studio di quest’opera risultarono i celebri "Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio", in cui traspare l’idea secondo cui la Repubblica è la forma di governo migliore per mantenere il potere una volta finita una situazione di crisi (mentre il Principato è considerato da Machiavelli come la migliore forma di governo da adottare in una situazione di crisi).
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