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Niccolò Machiavelli

Niccolò Machiavelli nasce nel 1469 a Firenze e nonostante provenga da una famiglia non agiata, riceve dal padre avvocato una buona educazione umanistica. Si interessa ai testi latini, negli anni in cui, a Firenze, Girolamo Savonarola, predicava i valori dello spirito e il disprezzo del mondo, ed è a lui che Niccolò rivolge le sue riflessioni politiche, molto critiche nei suoi confronti. Dopo la condanna di Savonarola, Machiavelli si dedica alla vita politica, diventando nel 1498 il segretario della 2° cancelleria della Repubblica, fino a dirigere una magistratura diplomatica-militare. Nel 1506 fonda anche i “9 ufficiali dell’ordinanza e della milizia fiorentina”, un organismo per le milizie della città. In questo periodo il governo repubblicano di Firenze è minacciato sia dagli oppositori interni, sia dalle politiche espansionistiche di Venezia e dello stato della Chiesa, e qui Machiavelli ha un ruolo molto importante, perché conquista la fiducia di Pier Soderini ( guida di Firenze), svolgendo diverse missioni diplomatiche, infatti nel 1500 si reca da Luigi XII ( re di Francia) e nel 1502 dal duca Valentino. Niccolò partecipa anche nel 1503 al conclave, che eleggerà Giulio II. Successivamente, nel 1507, egli predispone la leva per la formazione di un esercito cittadino, riscontrando successo con l’assedio di Pisa nel 1509. Nel 1512 però i Medici ritornano al potere e Machiavelli perde la sua importanza, viene infatti rimosso dall’incarico di segretario e viene condannato al confino, e poi la presenza del suo nome in una lista di sospettati per una congiura antimedicea, lo porta alla prigione e alla tortura, finché poi viene liberato nel 1513 e si ritira a San Casciano ( vicino a Firenze). È qui che Machiavelli decide di concentrarsi sulla meditazione sulla politica e termina di scrivere “il Principe” ( il suo trattato politico), senza rinunciare all’amore e alle avventure. Nel 1516 poi ritorna a Firenze dalla famiglia Rucellai, punto d’incontro dei giovani intellettuali. Nel 1519 viene assunto nell’università di Firenze e gli viene commissionata un’opera storica dal cardinale Giulio de’ Medici. In questo periodo Machiavelli si dedica alla scrittura e dopo il sacco di Roma ( 1527) e dopo la sconfitta di papa Clemente VII, a Firenze viene restaurata la repubblica e Machiavelli, essendo accusato di aver fatto un compromesso con i Medici, viene definitivamente escluso da ogni carica pubblica e muore nel 1527.
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