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Opere

Machiavelli scrisse le sue prime opere durante il periodo dell’impiego civile, nelle quali narra l’attività sul campo, dove boccia ogni atteggiamento cauto e prudente, esaltando l’azione energica e decisa. Quando poi ci fu il ritorno della dinastia dei Medici, nel 1512, ed egli fu esiliato ad Albergaccio ed allontanato dagli incarichi pubblici Machiavelli si dedicò allo studio e alla scrittura, creando i suoi capolavori come:
- Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio, composti nel 1513 ed il 1519. Si tratta di una serie di annotazioni e riflessioni che Machiavelli da dopo aver letto i primi 10 libri di Tito Livio, sulla storia di Roma dalle origini. Come argomenti vengono affrontati la vita della repubbliche, con le loro leggi e strutture civili, attuando una riflessione per trovare delle soluzioni alla crisi italiana. L’opera inizia con la dedica a Zanobi Buondelmonti e Cosimo Rucellai, due esponenti del circolo culturale repubblicano e antimediceo 8 ( “gli orti oricellari”), e poi vi è il proemio, nel quale Niccolò dichiara di volersi appoggiare alla sua esperienza acquisita dagli studi e dalla sua pratica politica. Vi sono poi 3 libri:
1°) tratta dei problemi della legislazione dello stato;
2°) tratta della politica estera;
3°) tratta dei requisiti necessari per la stabilità dello stato.
Machiavelli in questi discorsi esalta inoltre il modello repubblicano, come quello della Roma antica, in particolare la repubblica mista, con un certo equilibrio tra plebe e aristocrazia. Egli immagina le diverse forme dello stato, come dei momenti di uno sviluppo circolare. In origine vi è la monarchia, che si trasforma però in tirannia, e quindi subentrano i nobili, creando un’oligarchia, la cui opposizione porta alla democrazia che sfocerà in anarchia, e questo processo si ripeterà sempre. La repubblica romana aveva rappresentato invece l’equilibrio rispettando e facendo cooperare le diverse classi dello stato, per il bene comune. Per questo motivo Machiavelli promuove la dialettica tra le diverse classi sociali e politiche, in modo da ottenere un equilibrio politico, economico e amministrativo, e l’integrazione della classe sociale in politica. Per fare ciò egli non vuole utilizzare la religione, da sempre vista come un elemento di unificazione, ma anzi incolpa la Chiesa cattolica di aver inculcato una mentalità chiusa, e poco amante della libertà, e di aver ostacolato l’unificazione italiana, permettendo ad eserciti stranieri di governare la penisola.
- vita di Castruccio Castracani, una biografia del 1520, dove Machiavelli descrive un modello di principe guerriero, dotato di prudenza ed energia.
- Istorie fiorentine, 8 libri dedicati a papa Clemente VII, scritti tra il 1520 e il 1525, divisi in 3 blocchi principali: il 1° tratta degli avvenimenti italiani accaduti dopo la caduta dell’impero, il 2° dell’evoluzione del comune fiorentino e il 3° della storia di Firenze dal 1434 al 1492.
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