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Concetti Chiave

  • Il "Principe" di Machiavelli suscitò reazioni contrastanti in Europa, diventando un simbolo dell'italiano perfido durante l'età Elisabettiana.
  • Nel '600 e '700, il pensiero di Machiavelli fu reinterpretato da alcuni illuministi come una denuncia delle tirannie, rivelando la repressione del potere.
  • Critici del Novecento, come Benedetto Croce, hanno rivalutato Machiavelli come fondatore della scienza politica moderna e sostenitore dell'autonomia politica.
  • Guicciardini, sebbene meno celebre di Machiavelli, ricevette critiche per il suo scetticismo, ma fu rivalutato per la sua analisi delle capacità umane.
  • Giacomo Leopardi considerava Guicciardini un precursore attento alla verità, capace di affrontare la realtà senza abbellimenti consolatori.

Indice

  1. L'impatto del Principe di Machiavelli
  2. Interpretazioni e rivalutazioni di Machiavelli
  3. Guicciardini e il suo pensiero

L'impatto del Principe di Machiavelli

Dopo la pubblicazione del Principe il pensiero di Machiavelli ebbe una grandissima risonanza in tutta Europa, suscitando aspre reazioni soprattutto nella chiesa: il cardinale inglese Reginald Pole sostenne che il Principe era stato scritto “col dito di satana”. Nell’Inghilterra di età Elisabettiana Machiavelli diventò invece un vero e proprio mito e incarnò il tipo dell’italiano perfido, senza scrupoli orditore d’inganni e delitti. Nell’età della controriforma la polemica contro Machiavelli fece nascere la riflessione sulla ragion di stato e fu proprio in questa fase che fu elaborato il principio “il fine giustifica i mezzi”, sostanzialmente estraneo al pensiero di Machiavelli.

Interpretazioni e rivalutazioni di Machiavelli

Nel ‘600-‘700 continuò la sfortuna di Machiavelli, anche se alcuni pensatori illuministi diedero del suo pensiero un’interpretazione “obliqua”: per Rousseau, Machiavelli mentre finge di dare lezioni ai re dandone invece al popolo, ossia in realtà vuole svelare ai sudditi il volto più violento e repressivo della tirannide. La stessa interpretazione la ritroviamo nel carme de I Sepolcri di Ugo Foscolo in cui l’autore preromantico ritiene che in realtà Machiavelli abbia voluto denunciare le nefandezze e gli errori dei principati. Giacomo Leopardi vede in Machiavelli un “maestro del nudo vero” che ha insegnato agli uomini a vedere la verità effettiva delle cose. Soltanto con Francesco de Sanctis ci sarà una prima rivalutazione di Machiavelli: per lui, infatti, l’autore fiorentino è il fondatore della scienza politica moderna ed è il difensore del patriottismo, della libertà e della virtù civile. Nei primi anni del Novecento il noto critico idealista Benedetto Croce afferma che Machiavelli "ha scoperto il concetto fondamentale dell’autonomia della politica rispetto alla morale". Sulla stessa linea si pone il critico Federico Shabod sostenendo che oltre all’autonomia della politica Machiavelli ha esaminato con grande lucidità la crisi italiana del ‘700 contrapponendovi un rimedio forte e riponendo grande fiducia nella virtù umana.

Guicciardini e il suo pensiero

Rispetto al clamore sollevato dall’opera di Machiavelli, Guicciardini si affermò in maniera più discreta, anche se suscitò opposizioni e contrasti. Alla fine dell’Ottocento Francesco De Sanctis pronunciò un duro giudizio di condanna: secondo lui Guicciardini, con il suo scetticismo e il suo disincanto pessimistico, era indifferente e rinunciatario nei confronti della decadenza politica italiana. Sempre secondo De Sanctis l’immagine dell’uomo proposta da Guicciardini era meschina, attenta solo, a quel, “particulare” che il critico interpretava come puro calcolo d’interessi per un tornaconto personale. Antonio Gramsci riservò a Guicciardini una scarsa attenzione forse perché condizionato dal giudizio "desanctisiano". A partire dagli anni Trenta Federico Shabod ha rivalutato il pensiero di Guicciardini, valorizzando la riflessione sulle capacità al mutare delle circostanze. Ma il giudizio più significativo è senza dubbio espresso da Giacomo Leopardi, il quale ha visto in Guicciardini una sorta di precursore attento alla ricerca di quell' "alido vero" che rifiuta ogni giustificazione consolatoria e ogni abbellimento della realtà, mettendo l’uomo di fronte a se stesso e al proprio destino: "il Guicciardini è forse il solo storico fra i moderni che abbia conosciuto molto gli uomini attenendosi alla cognizione della natura umana, e non a una scienza perlopiù"

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Domande da interrogazione

  1. Qual è stata la reazione della Chiesa al "Principe" di Machiavelli?
  2. La Chiesa reagì aspramente al "Principe", con il cardinale Reginald Pole che lo definì scritto “col dito di satana”, evidenziando la controversia che suscitò l'opera in ambito religioso.

  3. Come è stato reinterpretato il pensiero di Machiavelli nel '600 e '700?
  4. Alcuni pensatori illuministi, come Rousseau e Foscolo, interpretarono Machiavelli come un critico della tirannide, rivelando la violenza del potere, mentre Francesco de Sanctis lo rivalutò come fondatore della scienza politica moderna e difensore della libertà.

  5. Qual è stata la posizione di Guicciardini rispetto a Machiavelli?
  6. Guicciardini si affermò in modo più discreto rispetto a Machiavelli, suscitando opposizioni; De Sanctis lo criticò per il suo scetticismo e il pessimismo, considerandolo indifferente alla decadenza politica italiana.

  7. Come è stata rivalutata la figura di Guicciardini nel XX secolo?
  8. A partire dagli anni Trenta, Federico Shabod rivalutò Guicciardini, apprezzando la sua riflessione sulle capacità di adattamento alle circostanze, mentre Leopardi lo considerò un precursore della verità umana.

  9. Qual è il concetto fondamentale scoperto da Machiavelli secondo Benedetto Croce?
  10. Benedetto Croce affermò che Machiavelli ha scoperto l'autonomia della politica rispetto alla morale, un concetto che ha influenzato profondamente il pensiero politico moderno.

Domande e risposte

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