Ominide 1148 punti

Il Principe

Il Principe, un breve libro, è un vero e proprio trattato politico, scritto da Machiavelli e stimolato dalla solitudine, dalla meditazione e dall’energia scaturita dai fallimenti di una vita politica. Secondo alcuni studiosi, questo scritto è stato composto verso il 1513, durante l’esilio a San Casciano, secondo altri invece, verso il 1515, e fu pubblicato per la prima volta nel 1532. Inizialmente Machiavelli voleva dedicare l’opera a Giuliano de’ Medici, ma dopo la morte di questi, la dedicò a Lorenzo di Piero de’ Medici e questo perché egli volle mettere a frutto le esperienze degli anni precedenti, sia in ambito politico, che in quello dello studio della storia antica, senza creare però un trattato di scienza, ma un libro di attualità politica, all’interno del quale vi sono proposte concrete per risollevare la penisola dai “cattivi” governanti a capo degli stati italiani. Machiavelli inoltre, pur avendo una posizione repubblicana, con la dedica del suo libro ai Medici, si candidò come loro collaboratore, al fine di realizzare un principato forte e duraturo, sperando di acquisire anche il ruolo di esperto consigliere. Ma il libro venne accolto freddamente, e Machiavelli rimase così sempre esterno alla vita politica fiorentina.

La struttura

Il Principe è composto da una dedica e da 26 capitoli molto brevi, preceduti da un titolo in latino che li riassume. Il tutto si può dividere in 4 parti fondamentali:
- l’analisi dei tipi di principato, dove distingue principati di natura ereditaria, misti e nuovi. Quelli di natura ereditaria sono le monarchie dinastiche già consolidate; i misti sono le stesse monarchie, ma con l’aggiunta di nuove conquiste e i nuovi invece distruggono il regime precedente. Tra i principati nuovi, vi sono però coloro che li hanno acquisiti con le armi, proprie o altrui, come Cesare Borgia e coloro che invece li hanno acquisiti grazie alla virtù, creando un principato civile, ottenuto dal consenso popolare. Vi sono poi anche i principati ecclesiastici, che hanno regole proprie, diverse rispetto a quelle degli altri principati;
- l’ordinamento delle milizie, dove esse vengono classificate in proprie e mercenarie, ausiliarie o miste, affermando che solo quelle proprie, guidate dal principe e composte dai sudditi, possono garantire la sicurezza dello stato, e che invece quelle mercenarie, sono la causa della debolezza degli stati italiani;
-le virtù e i comportamenti adatti al principe, dove viene descritto il profilo del modello dell’uomo di governo, che però va in contrasto con l’etica tradizionale, in quanto per Machiavelli un principe giusto, per la sicurezza e la conservazione dello stato, deve essere sia buono che cattivo, assumendo anche dei comportamenti immorali se lo richiedono i tempi, in modo da non fallire;
-la situazione italiana, dove Machiavelli afferma che la rovina italiana non dipende dalla fortuna avversa, ma dall’incapacità dei suoi principi, esortando così i Medici a riscattare l’Italia, e a liberarla dai domini stranieri.
Hai bisogno di aiuto in Principe?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email