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Sei personaggi in cerca d’autore: trama


Pirandello non solo ha scritto novelle o romanzi, ma anche delle opere teatrali. Fra le commedie drammatiche, la più conosciuta è “Sei personaggi in cerca d’autore”, considerata uno dei capolavori del Novecento.. L’originalità della commedia sta destrutturazione della drammaturgia tradizionale, evidente fin dall’inizio.

Quando si alza il sipario, lo spettatore ha davanti a sé un palcoscenico in corso di allestimento con i macchinisti, i tecnici e il direttore mentre degli attori stanno provando il secondo atto di un’opera teatrale dello stesso Pirandello “Il giuoco delle parti“, con Arrivano sei personaggi che si sostituiscono agli attori. Si tratta di persone comuni che portano tutti una maschera che fissa il sentimento fondamentale di ognuno , immutabile fino al termine della commedia cioè:
il Padre corrisponde al sentimento del rimorso

la Madre, rappresenta il dolore
la Figliastra rappresenta la vendetta
il Figlio, corrisponde allo sdegno
un Giovinetto
una Bambina.
Il direttore-capocomico, inizialmente contrariato dall’interruzione delle prove, si lascia poi convincere dai sei personaggi che iniziano a raccontare il loro vissuto anche se in modo non sempre chiaro e lineare.
La prima a raccontare la sua storia la Madre. Dopo alcuni anni di matrimonio con il padre e la successiva nascita del figlio, la donna si è separata, ed ha iniziato un rapporto sentimentale con il segretario del marito, da cui sono nati altri tre figli: la Figliastra, il Giovinetto e la Bambina. La donna racconta però che, dopo la morte del suo nuovo compagno, la famiglia vive di stenti e quindi, si vede costretta a lavori di cucito in una sartoria, un’attività che di fatto nasconde una casa di appuntamenti, tenuta da madama Pace.
Il Padre racconta della delusione causata separazione dalla moglie; tuttavia, egli ha sempre un occhio di riguardo anche verso il nuovo nucleo familiare della ex moglie.
La Figliastra, ricattata dalla proprietaria della casa di appuntamenti, è costretta ad intrattenersi con degli uomini se non vuole che la Madre rimanga senza lavoro.
Un giorno, però, il Padre entra nella casa di appuntamenti come cliente e solo l’arrivo tempestivo della Madre scongiura il possibile rapporto semi-incestuoso. Egli viene così a conoscenza dell’accaduto e decide di accogliere tutti in casa sua..
Il Figlio, entrando in scena, si lamenta della situazione ed esprime tutto il suo odio nei confronti della madre, della figliastra e degli altri familiari, di fatto innocenti.
Nel finale, la scena si sposta ed è ambientata in un giardino dove la Madre scopre che la Bambina, giocando, era caduta nella vasca ed era affogata. A quel punto, il Giovinetto, che aveva assisto impotente alla scena dietro un albero, scioccato dell’accaduto, decide di farla finita con un colpo di rivoltella.
Il pubblico e gli stessi autori rimangono stupiti da un finale così tragico, non capendo bene se si tratti di finzione oppure di realtà.
A questo punto, il capocomico perde la pazienza e licenzia tutti i personaggi presenti sul palco, invitandoli a ritornare più tardi. Inaspettatamente, però, dietro lo sfondo rimangono le sagome delle quattro grandi ombre: quelle del Padre, della Madre, del Figlio e della Figliastra. L’epilogo è tragico. l’ultima a scomparire dalla scena è la Figliastra, inquadrata mentre rivolge una risata stridula agli altri personaggi e corre verso le scalette, fino a dileguarsi definitivamente dalla scena.

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