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La poetica di Luigi Pirandello – trattazione sintetica

Per lo scrittore Luigi Pirandello la vita è un “flusso continuo”, un continuo divenire, che può essere paragonato al magma vulcanico. Tuttavia, il nostro io tende ad allontanarsi da questa massa indistinta, e a causa di schemi, regole e norme sociali che la società ci impone.
La personalità che ci creiamo è in realtà un’illusione e scaturisce dalla percezione soggettiva che noi abbiamo del mondo.
Ognuno fissa una propria forma: sia noi, sia gli altri. Gli altri ci vedono ognuno dalla propria prospettiva. Noi crediamo di essere UNO, sia per noi che per gli altri, ma in realtà siamo Centomila, a seconda di chi ci guarda; abbiamo centomila maschere. Ma sotto questa maschera in realtà non c’è NESSUNO, o meglio c’è il fluire indistinto di stati in perenne trasformazione
L’unica via di salvezza che dà ai suoi eroi è la fuga nell’irrazionale: o nell’ immaginazione che trasporta verso un altrove fantastico, o nella follia, arma che fa esplodere le convenzioni sociali, riducendole all’assurdo e rivelandone l’inconsistenza.
L’eroe (o antieroe?) è “estraniato
Pirandello descrive la propria concezione dell’arte e della poetica in vari saggi, tra cui il più importante è L’umorismo. Per Pirandello l’umorismo trova il suo tratto caratterizzante nel “sentimento del contrario”.
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