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La Poetica di Pirandello


Attraverso una produzione letteraria complessa, Pirandello riesce ad esprimere la sua visione del mondo. Visione del mondo e della storia che risente dell'influenza di Nietzsche e Freud: il mondo non è qualcosa di precostituito, di preciso, che segue un progetto chiaro, ma è il regno del Caos: che Pirandello riesce a rendere alla perfezione nelle sue opere, rinnovando la struttura del teatro e analizzando in profondità il rapporto individuo-società.

La Rivoluzione del Teatro


E' possibile capire come Pirandello arrivi a rimodernare la struttura del teatro analizzando "Sei personaggi in cerca d'autore". In questa e in sue altre opere teatrali si trova il sipario aperto, gli attori tra il pubblico o che sembrano recitare qualcos'altro e il finale aperto: tutti elementi che hanno l'obiettivo di disorientare lo spettatore, privandolo della sensazione che alla fine dello spettacolo tutto sia finito. Non vi è dunque separazione, differenza tra vita e rappresentazione.

Rapporto tra individuo e società


Pirandello analizza il caos interno all'individuo e l'ordine che è interno alla società. Anche qui, possono essere citate tre tra le sue opere narrative più importanti. La novella La Patente, il romanzo Il fu Mattia Pascal e un altro romanzo, "Uno, Nessuno, Centomila". Nella novella "La Patente", fa emergere l'idea che la società impone una maschera, un copione al quale dobbiamo sottostare. Nella Patente arriva al punto surreale di costringere il protagonista a chiedere la “patente da iettatore”, riconoscimento ufficiale per poter essere considerato uno iettatore. Ne "Il fu Mattia Pascal" invece ci fa capire che la società è il nostro nemico ma nonostante tutto, rimane comunque indispensabile. Sebbene il protagonista fosse pieno di soldi dopo aver vinto al gioco, ormai libero dai vincoli del matrimonio poiché considerato morto, non riesce a vivere una vita felice. L'unica possibilità è vivere all'interno della società, pur non potendo essere felici all'interno di essa, perché fuori dalla società non è possibile condurre una vita (figuriamoci dunque se felice o meno!).
In Uno, Nessuno, Centomila, quando il protagonista Vitangelo Moscarda capisce che non riesce ad essere “uno” perché tutte le persone che lo vedono, lo vedono in modo diverso, se non è “uno” sono “centomila”: e se sono centomila non sono “nessuno”, perché ognuno mi appiccica un'etichetta, una maschera diversa. In conclusione, l'unica possibilità prospettata da una nessuno e centomila e da Pirandello in generale è la fuga: fuga dalla società. Per fuggire è possibile una sola via: fingersi pazzo. Solo chi riesce a fingersi pazzo, può dire tutto ciò che vuole (come nell'opera teatrale "Enrico IV").
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