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Pirandello


Al centro della visione pirandelliana vi è la crisi dell’identità individuale: l’individuo non è più ascrivibile all’interno di una sola ed unica personalità, poiché inserito in una realtà che è in continuo divenire.

La maschera e la società

Secondo Pirandello, l’uomo che vive in società quando si presenta agli altri è costretto ad indossare una maschera, cioè a riconoscersi entro certi parametri in una personalità. La maschera è quindi per Pirandello una costruzione artificiale dell’uomo, che, però, non può naturalmente fissarsi in una personalità unica, poiché è immerso in una vita che è un continuo fluire e che inevitabilmente lo travolge e lo cambia.

[]Epifania nei personaggi pirandelliani:

Generalmente, nei personaggi pirandelliani, l’improvvisa acquisizione di consapevolezza nasce da un evento apparentemente insignificante, ovvero da una sorta di epifania ( ad esempio in Vitangelo l'elemento epifanico consiste nell’accorgersi di avere un naso pendente leggermente a destra, oppure in Belluca l'elemento epifanico consiste nel sentire il fischio del treno). L’epifania, ovvero l'improvvisa capacità di vedere le cose per come sono veramente, permette all’uomo di acquisire una concreta, veritiera e reale percezione di sé e degli altri. Questo momento di sospensione rappresenta una sorta di rottura dell’equilibrio che consente al personaggio di diventare consapevole della falsità e dell’ipocrisia che caratterizzano la società in cui l’uomo è immerso.

Pazzia nei personaggi pirandelliani

La pazzia è un modo caro ai personaggi pirandelliani per distruggere il meccanismo delle “forme” che imprigionano e mortificano il fluire della vita: ad esempio pensiamo alla novellaIl treno ha fischiato” in cui il protagonista, Belluca, per scardinare l’immagine di uomo fallito, schiavo e devoto che gli altri hanno di lui, assume per la prima volta dei comportamenti nuovi, folli che portano le persone che non conoscono la sua vita a considerarlo come un pazzo.

Poetica dell'umorismo

Tutta la poetica pirandelliana parte dall’umorismo, ovvero da quella situazione che nasce da una realtà comica e che genera risata attraverso l’esagerazione iperbolica, ma che, al tempo stesso, genera anche empatia nei confronti dell’oggetto della risata, stimolando cioè il ragionamento, la riflessione.
Umorismo = comicità + ragionamento
Nel “Saggio sull’umorismo” Pirandello propone un esempio: una vecchia signora dal fisico cadente vestita come una ragazzetta di tredici anni, tutta truccata e imbellettata, subito provoca la risata, ma poi se si pensa a ciò che si cela dietro il suo comportamento, ovvero la disperata volontà di riacquistare le attenzioni del marito, allora questa donna non fa più ridere e chi la guarda prova compassione, tenerezza, empatia.
La letteratura pirandelliana è una letteratura straordinaria proprio perché mette insieme comicità e ragionamento.
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