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Così è (se vi pare)


Le celebre opera teatrale “Così è (se vi pare)” dello scrittore siciliano Luigi Pirandello è basata sulla presunta follia di uno dei due protagonisti, il signor Ponza e la signora Frola. Il primo sostiene che la signora Frola sia pazza, perché la donna, non avendo accettato la morte della figlia Lina, sposata con il signor Ponza, crede che la sua seconda moglie sia in realtà la figlia ancora viva. La signora Frola, invece, crede che sia il signor Ponza a essere pazzo, poiché non riesce a riconoscere la moglie Lina, chiamandola invece Giulia. Nel tentativo di risolvere l’enigma, viene interrogata la stessa signora Ponza la quale, con il viso celato da un velo nero (simbolo dell’inconoscibilità del vero), afferma di essere al contempo sia la figlia della signora Frola che la seconda moglie del signor Ponza. Inoltre, quando le viene chiesta la sua vera identità, la donna risponde: “Io sono colei che mi si crede, per me nessuna! Così è (se vi pare)”. Tramite quest’opera, Pirandello intende dimostrare che la verità oggettiva non esiste, dal momento che ognuno ha sempre un proprio punto di vista: il mondo, infatti, presenta sempre una molteplicità di significati e pertanto l’interpretazione della realtà è sempre molteplice e non può esservi un unico modello valido per interpretarla. Proprio per questo motivo, così come accade in questa famosa opera teatrale, molto spesso è impossibile giungere a una verità universale, valida per ognuno.
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