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Confronto tra Dante e Petrarca scaricato 71 volte

Dante Alighieri e Francesco Petrarca sono stati due dei tre autori trecentisti, insieme a Giovanni Boccaccio, che hanno gettato le basi della seguente produzione letteraria italiana, oltre a contribuire alla nascita della lingua italiana stessa. Per ognuno di loro, tra i tanti scritti, c'è un'opera che ne sottolinea l'importanza: per Dante è la Divina Commedia, per Petrarca il Canzoniere, per Boccaccio il Decameron; e ognuno di loro si innamora di una donna, ispirazione delle proprie composizioni. Dante si posiziona nel Medioevo, in cui Dio è fondamentale, l'uomo vive in relazione ad esso, lo teme se è necessario, lo venera, segue i suoi insegnamenti e non permane nell'eccesso. Boccaccio, invece, si colloca in un periodo del tutto opposto, in cui l'uomo vuole realizzare se stesso nell'ambito terreno, circondandosi di ricchezze e impostando un rapporto con Dio basato su una relazione che non sia fatta di inutili paure. Oltre all'aspetto puramente religioso, Dante è il poeta della virilità, dell'amore idealizzato e puro. Boccaccio è il poeta del piacere, dell'amore fisico, amante dei beni materiali. Dunque il primo, poeta fiorentino proiettato all'immaterialità, ha una concezione più spirituale della vita rispetto a quella di Petrarca, decisamente più materialistica, che considera il sentimento come represso e doloroso.

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