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Guido Cavalcanti - Riman figura sol en Segnoria

L'amore è per il poeta un'esperienza interiore dolorosa e volte mortale, capace di annientare ogni facoltà dello spirito. La sua visione è diversa da quella del dolce stil novo che ha un concetto dell'amore quasi religioso, in quanto capace di elevare fino a Dio chi lo prova. Pienamente stilnovista, però, è la sua capacità di analizzare e approfondire tutti gli aspetti dell'esperienza amorosa.


Voi che per li occhi mi passaste ’l core
e destaste la mente che dormia,
guardate a l’angosciosa vita mia,
che sospirando la distrugge Amore.
E’ vèn tagliando di sì gran valore,
che’ deboletti spiriti van via:
riman figura sol en segnoria
e voce alquanta, che parla dolore.

Questa vertù d’amor che m’ha disfatto
da’ vostr'occhi gentil’ presta si mosse:
un dardo mi gittò dentro dal fianco.

Sì giunse ritto ’l colpo al primo tratto
che l’anima tremando si riscosse

veggendo morto ’l cor nel lato manco.


PRAFRASI

Voi che attraverso gli occhi arrivaste fino al mio cuore
e svegliaste la mia immaginazione che dormiva,
guardate l'angoscia della mia vita
che l'Amore distrugge con i sospiri.
L'Amore mi assale con tale forza
che gli spirti vitali sono indeboliti,
rimane solo il corpo privo di ogni vitalità
in potere dell'Amore e una debole voce che esprime dolore.
Questa forza dell'Amore che mi ha disfatto
si è mossa veloce dai vostri occhi
e una freccia mi ha gettato nel fianco.
Così veloce giunse il colpo al primo lancio,
che l'anima tremando si riscosse,
vedendo il cuore morto, perché trafitto nel lato sinistro.

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