Video appunto: Cappellano, Andrea - De Amore (2)

"De Amore" di Andrea Cappellano



Nel nord della Francia, un chierico di nome Andrea Cappellano, vissuto nel XII secolo, scrive un trattato riguardante l'amore, spiegando innanzitutto cos'è, chi ne è adatto, come si mantiene vivo ed altri sottotemi.
Definisce l'amore una "passione innata", in noi molto forte e coinvolgente, sottolineando anche come ci porti, tuttavia, angosce e paure.

Dice che l'amore dona agli uomini tante virtù; i nobili diventano umili e i rozzi belli d'aspetto.
Dice che nell'amore vi sono limiti di età, persone più adatte a questo sentimento. Superata una certa età, sessantacinque anni negli uomini e cinquanta nelle donne, l'amore non sarà più pieno e davvero soddisfacente; si esprime anche sull'amore nei giovani, dicendo che il sentimento non è adatto alle femmine più piccole di dodici anni e ai maschi prima dei quattordici. Se si rientra nell'età consona, ci si deve impegnare per mantenere l'amore, e questo si può fare solamente tenendolo nascosto a tutti. Secondo Cappellano, l'amore è vero esclusivamente se solo la coppia sa di esso. Inoltre, in pubblico (seppur mascherando il suo sentimento) come nel privato deve essere misurato e deve assecondare i desideri dell'altro. In pubblico, poche lodi e limitate parole sull'altro; nel privato, invece, devono incontrarsi di nascosto, poche volte e "scambiarsi piaceri" solo in quelle occasioni. Questo favorirà anche la crescita dell'amore. Il desiderio dell'altro e l'amore cresceranno anche nella difficoltà e nella sofferenza.