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La prima generazione tosco-emiliana


L’eredità della scuola siciliana, finita con la morte dell’imperatore, viene raccolta da poeti italiani. L’ambiente sociale e politico cambia (L’Italia centrale è caratterizzata dalla nascita dei comuni e dal contrasto europeo fra i guelfi e ghibellini). È normale quindi che la produzione poetica prima dello stilnovo si nutra anche di tematiche politiche, religiose e sociali. Come ad esempio abbiamo, Guittone d’Arezzo, che, affianca alla poesia argomenti anche politici.

• Guido Guinizelli: In continuità invece con la tradizione siciliana abbiamo Guido Guinizelli, nato a Bologna tra il 1220 e il 1230, da una famiglia della piccola nobiltà ghibellina. Aveva la qualifica di giudice, avendo intrapreso degli studi giuridici nella sua città, ed è incerta la sua data di morte, da collocarsi però prima del 1276.

I manoscritti ci hanno conservato cinque sue canzoni e una quindicina di sonetti. Ci sono poesie che fondano una tradizione: la canzone Al cor gentil (per le idee e lo stile) e il sonetto Io voglio del ver (per l’idea della donna come “miracolo”) sono i primi documenti di un modo nuovo di fare poesia che ispirerà, qualche anno più tardi gli stilnovisti.

Lo Stilnovo


In contrapposizione alla durezza e all’oscurità dello stile di Guittone si forma in Toscana, insieme a Cavalcanti, Dante, Lapo Gianni e Cino da Pistoia, un gruppo di amici, e poeti che si definiscono stilnovisti: non si tratta di una vera scuola poetica ma di un gruppo di amici che si riconosce in un tema (l’amore per una donna spiritualizzata, addirittura affermano che è intermediaria tra uomo e Dio, e nell’amore che rende “nobile” chi lo prova) e in uno stile altamente raffinato.

• Guido cavalcanti: Nato forse alla fine degli anni Cinquanta del Duecento in una delle più ricche e potenti famiglie di Firenze, Guido era a favore dei guelfi bianchi, alla lotta politica che agitò le città negli ultimi anni del secolo, e per questo venne condannato all’esilio nel 1300; poco dopo, nello stesso anno morì, forse di malaria. Era molto amico di Dante, di lui abbiamo una cinquantina di testi (sonetti, ballate), quasi tutti dedicati all’amore: un amore visto spesso come un dramma doloroso.

La poesia comico-realistica


Accanto allo Stilnovo, si crea in opposizione una tendenza diversa dalle tematiche e del linguaggio letterario raffinato e quindi si creò una tendenza comico-realista, in cui da un lato descrive in modo comico l’ambiente in cui si vive e le persone che lo popolano; dall’altro, si parla di sé stessi in modo leggero e divertente, raccontando ciò che rende la vita misera, ma anche piacevole. Tra i poeti protagonisti di questo genere abbiamo Rustico Filippi e Cecco Angiolieri.
• Cecco Angiolieri: nasce a Siena attorno al 1260 e muore nel secondo decennio del trecento. Della sua vita si sa poco, ma sappiamo da dei documenti nell’archivio di Siena che è stato arrestato o multato diverse volte per risse e aggressioni.
È conosciuto per il suo gusto per le decorazioni concrete, fornisce immagini della grande carica realistica in cui in primo piano c’è sempre l’esaltazione degli aspetti più materiali dell’esistenza.
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