Video appunto: Amore e donna nella poesia italiana dalla Scuola Siciliana allo Stilnovismo

L'amore e la donna nella poesia italiana - dalla Scuola Siciliana allo Stilnovismo



Con l'avvento dell'anno Mille in Italia, così come in tutta Europa, il clima di tensione e paura alimentato dalle superstizioni viene progressivamente sostituito da una ripresa su più fronti (sociale, economico, politico.
..). Questa forma di benessere porta la popolazione, in particolare gli intelletuali, a dedicarsi nuovamente alle arti, che nell'Alto Medioevo invece erano state lentamente abbandonate a causa di necessità più pragmatiche e utilitaristiche.
Questa sorta di rinnovamento si diffonde particolarmente in Francia, dove il concetto di "amore cortese" e di lode alla donna successivamente giungono anche in Italia. La tematica amorosa qui è ripresa per prima dalla Scuola Siciliana, la quale si sofferma sull'eccezionalità del sentimento (come con "Meravigliosamente" di Giacomo da Lentini) e sugli effetti miracolosi che la donna è in grado di produrre sull'innamorato. L'influenza francese in questo caso si nota con lo stretto legame tra amore e nobiltà d'animo; eppure si può percepire anche il peso della letteratura religiosa, portata all'apice da Francesco d'Assisi e Jacopone da Todi, la quale riesce ugualmente a immettersi tra le righe dei poeti, grazie alla celebrazione di una bellezza che non è più fisica ma ideale, quasi divina per l'appunto.

D'altra parte bisogna ricordare che questa corrente di poesia e di pensiero trova sviluppo solamente tra i dotti dei ceti più alti: la stessa Scuola Siciliana era nata attorno alla figura dell'imperatore Federico II. L'altra fascia della popolazione, infatti, tra artigiani e contadini, riesce a dare voce alla propria mentalità solamente grazie alla "poesia comica", che farà raffiorare la concezione misogina della donna ed esclusivamente la carnalità del sentimento.
Si hanno dunque due idee opposte all'interno della popolazione, che verranno conciliate solamente con l'avvento dello Stilnovismo. Esso, già grazie ai rimatori siculo - toscani, ma soprattutto grazie a Dante, consentirà di modificare la concezione del volgare, rendendola una lingua nobile e degna, alla portata di uomini colti ma anche del popolo, mantenendo l'elevazione spirituale della donna e dell'amore e riducendo finalmente il divario culturale tra i due ceti.