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Duelli, avventure, magie, delicate storie d’amore si intrecciano nei poemi e nei romanzi nati intorno alla figura del re Artù, il valoroso re dei Britanni, e dei suoi leggendari cavalieri della Tavola Rotonda. Le geste del leggendario re Artù e dei cavalieri della Tavola Rotonda sono il soggetto dei numerosi poemi e romanzi che costituiscono il ciclo bretone. Sovrano del Galles, della Cornovaglia e della Bretagna, nel VI secolo Artù guida la resistenza dei Britanni, una popolazione celtica stanziata nell’attuale Gran Bretagna e in Bretagna ( regione della Francia settentrionale), contro invasori Sassoni. Nelle numerose vicende che lo vedono protagonista, sono al suo fianco i più valorosi cavalieri : Lancillotto, Galaad, Perceval e altri ancora. Il primo a mettere per iscritto le storie e le leggende su re Artù è un autore inglese, Goffredo di Monmouth, che nel 1136 scrive la Storia dei re di Britannia ( Historia regum Britannie) . L’opera, in versi latini, ha una larga diffusione anche fuori dell’Inghilterra e da il via a una vasta produzione di poemi e romanzi sull’argomento. Moltissimi sono i poeti e gli scrittori che si ispirano alle storie di re Artù e fra questi vi è anche una poetessa , Marie de France, che canta l’amore di Tristano e Isotta. Fra tutti emerge Chretien de Troyes, uno dei più grandi poeti del Medioevo , vissuto alla corte di Maria di Champagne nella seconda metà del XII secolo. Della sua produzione letteraria restano cinque romanzi ( Erec et Enide, Cliges, Yvain, Perceval, Lancelot).

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