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La poesia realistico-giocosa del XIII secolo


Mentre si diffondeva e aveva successo la lirica dello Stilnovo, negli stessi anni, si faceva strada un altro modo, radicalmente diverso, di fare poesia, cioè una produzione di rime composte in uno stile comico e realistico con lo scopo di divertire. Esso è caratterizzato da due aspetti: un carattere realistico evidente nella descrizione del mondo evocato da questi poeti e un carattere giocoso.
Per quest’ultimo aspetto, la produzione si collega al filone goliardico presente in tutto il Medioevo.
Dalla tradizione letteraria antecedente, i rimatori giocosi traggono alcuni temi come il disprezzo delle donne e delle mogli, l’amore contro natura, l’ingiuria, il carattere incostante della Fortuna. A questi, se ne aggiungono altri più recenti come l’esaltazione del denaro con il quale tutto può essere ottenuto, il gioco nelle taverne o la disapprovazione della povertà. Tuttavia, bisogna precisare che tutti questi temi sono ampiamente codificati in letteratura e spesso non esiste una corrispondenza fra il contenuto delle rime e la biografia dell’autore. Un esempio di tale affermazione ci è fornito da Piero dei Faitinelli il quale inveisce pesantemente contro la moglie anche se, in realtà, sappiamo che era un marito molto fedele. Bisogno anche tener conto del fatto che le notizie di questi autori sono scarse per cui non è possibile un riscontro puntuale nella realtà di quanto essi scrivono.
La rappresentazione delle scene quotidiana è spesso volgare se non triviale: si prediligono battibecchi o ripicche e sia gli amici che i nemici sono oggetto di caricature, a volte anche pesanti. L’amore cantato è sempre sensuale e non ha niente di spirituale. Anche il linguaggio è omogeneo ed è in stretto rapporto con il contenuto, secondo le convenienze medioevali. Esso è basso, mediocre e rozzo. La sintassi non è regolare, ma libera e ripetitiva: si utilizzano le iperbole, le imprecazioni, le metafore a volte oscene o le affermazioni impossibili. Frequente è anche la parodia di liriche illustri il cui scopo è quello di rendere materiale la donna considerata, invece, dallo stilnovo come venuta dal cielo in terra per mostrare un miracolo
I maggiori esponenti della corrente realistico-giocosa sono Folgiore da S.Gimignano, Cecco Angiolieri e Rustico di Filippo.
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