Video appunto: Memoriali bolognesi

I memoriali bolognesi



I Memoriali bolognesi costituiscono una fonte molto importante per conoscere il carattere della lirica nel XIII e XIV secolo.
Essi constano di una raccolta di più di trecento volumi conservati nell’Archivio di Stato di Bologna che comprendono atti che vanno dal 1265 al 1436; la raccolta di contratti e di atti testamentari fu voluta da Loderingo degli Andalò e da Catalano de’ Catalani.

All’interno di tali atti si trovavano degli spazi bianchi che sono stati annullati, trascrivendovi liriche popolari o dotte, in sostituzione delle consuete linee per evitare aggiunte o manomissioni dei documenti.
Pertanto, la trascrizione di queste rime non fu un puro e semplice passatempo, come pensava Carducci, bensì esse rispondeva a delle esigenze ben precise. Molto importante è anche il fatto che alcuni testi inseriti nei Memoriali ci danno informazioni molto utili, in merito alla diffusione della Divina Commedia, scritta proprio in quegli anni. Le poesie riportate, di cui non viene indicato l’autore, affrontano gli argomenti più diversi: rime amorose, tenzoni cavalleresche, canzoni con scopi didattiche, ballate d’amore o serventesi. I generi più frequenti sono la ballata e il sonetto. Secondo un modello tipicamente popolare, vi troviamo anche un legame molto stretto fra parola e musica. A titolo d’esempio, possiamo ricordare il contrasto fra due cognate che si detestano, ma si trovano d’accordo quando si tratta di calunniare i rispettivi mariti, oppure il contrasto fra la fanciulla che desidera sposarsi e la madre prudente. Significativo è anche il lamento di un bambino a cui è scappato dalla gabbia un uccellino, in cui alcuni critici suppongono esistesse anche un coro e che quindi la lirica fosse adatta ad essere accompagnata da una danza.