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L’ode e L’ottava rima


Nella letteratura italiana l’ode si afferma a partire dal Cinquecento per imitazione dei classici, in particolare Pindaro, Anacreonte e Orazio.
Nella sua forma più comune l’ode è formata da strofe che presentano lo stesso numero e tipologia di versi e lo stesso schema delle rime (non soltanto piane, ma anche tronche e sdrucciole). Tra gli esempi più noti possiamo ricordare nel XVIII secolo le odi di Giuseppe Parini (La caduta) e nel XIX secolo quelle di Alessandro Manzoni(Cinque maggio) .
Un particolare tipo di ode è l’ode pindarica che, sul modello delle odi di Pindaro, è formata da una strofe e da una antistrofe che presentano la stessa struttura metrica e da un epodo che presenta una struttura diversa.

L’ottava rima


L'ottava o ottava rima è una strofa formata da otto endecasillabi che rimano secondo il seguente schema: ABABABCC L’esempio più antico nella letteratura italiana è costituito dal Filostrato di Boccaccio (1313-1375); in seguito l’ottava è divenuta il metro delle laude drammatiche e nel XV secolo delle sacre rappresentazioni. La sua fortuna, però, è legata soprattutto alla tradizione epico - cavalleresca, dal momento che tutti i poemi italiani, dall’Orlando innamorato di Boiardo, all’Orlando furioso di Mosto alla Gerusalemme liberata di Tasso sono scritti in ottave.
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