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Dopo l’anno mille si videro le trasformazioni più significative. Per il processo di laicizzazione della cultura, giocano un ruolo fondamentale le università. Esse sorgono come libere associazioni di studenti e professori o come entità fortemente volute dai comuni, che riescono ad affrancarsi al potere religioso divenendo il luogo della formazione dell’elité cittadina. Però per difendere il propri privilegi, gli universitari dovettero entrare in contrasto con il potere politico e affidarsi alla protezione ecclesiastica la quale gli impose la condizione di chierici. Quindi dal 300 il luogo della produzione culturale diventa la corte monarchica e signorile.
Per “lingue romanze” intendiamo quel gruppo di lingue che hanno un’ origine comune nel latino. Di queste,le principali sono: il romeno, il dalmatico, l’italiano, il francese, il provenzale , lo spagnolo ecc… L’origine di queste lingue, risale al periodo di massima espansione della conquista romana. Il latino si era così sovrapposto alla lingua “di substrato”, quella cioè che gli abitanti dei vari luoghi avevano parlato prima dell’arrivo dei Romani. Questa lingua di substrato aveva però lasciato numerose tracce nella nuova lingua, particolarmente per quel che riguarda la pronuncia, le costruzioni di frasi e le derivazioni lessicali.

Un’altra caratteristica del Medioevo è la centralità di Dio. Per l’uomo medievale l’esistenza di Dio era una certezza senza la quale la sua stessa esistenza avrebbe perso di significato. Non per niente i primi testi letterali diffusi parlano della vita e delle gesta dei santi.

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