Genius 24323 punti

Il pluristilismo e il plurilinguismo di Dante contrapposti al monostilismo e al monolinguismo di Petrarca


I termini di solito impiegati dagli studiosi per esprimere in sintesi il contrasto tra il modello di Dante e quello di Petrarca sono plurilinguismo e pluristilismo (per Dante) contrapposti a monolinguismo e a monostilismo (per Petrarca). Il plurilinguismo consiste nella utilizzazione di un lessico ricavato da ambiti diversi e anche lontani, che dunque solitamente non si incontrano: Dante usa per esempio, anche giustapponendole, parole della più illustre tradizione classica (anche latinismi tecnici di ambito filosofico) e parole invece popolari e prive di ogni precedente lettera rio; così come usa parole di vari dialetti mescolate a termini nobili derivati dal latino. Il monolinguismo, al contrario, consiste nella concentrazione del lessico su un unico registro e nella esclusione dei termini a esso estranei: Petrarca impiega, per esempio, un lessico medio elegante che evita sia l'innalzamento verso termini tecnici del linguaggio filosofico, sia la discesa verso zone di uso non letterario ma plebeo. Pluristilismo e monostilismo comportano la stessa differenza, ma applicata allo stile anziché al lessico. Contro una tendenza della poesia del Novecento a inseguire la purezza e la chiusura, ben presente per esempio nell'Ermetismo tra anni Trenta e anni Quaranta, alcuni autori sperimentali si sono richiamati, poco dopo la metà del secolo, al plurilinguismo e al pluristilismo di Dante, sostituendo inoltre la brevità lirica con una maggiore estensione di tipo narrativo in cui pure è evidente il modello della Commedia dantesca.
Questi autori diedero vita alla importante rivista «Officina», uscita a Bologna tra il 1955 e il 1959.
Hai bisogno di aiuto in Contesto Storico Letterario?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Potrebbe Interessarti
Registrati via email