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La cultura cortese e la nascita della concezione dell'amor cortese

L'aggettivo "cortese" indica una condizione di gentilezza, nobiltà e la ricerca di un modello di perfezione culturale e spirituale. Inoltre, esso definisce una condizione sociale, riferendosi a coloro i quali frequentano la corte feudale.
La cultura cavalleresca diffusa in Europa esalta le virtù della forza, della fedeltà, del coraggio, della difesa e protezione delle donne, della gentilezza, della nobiltà e della lealtà.
Intorno alla figura del cavaliere si forma un immaginario basato sull'avventura (che deriva dal termine "adventura", ovvero "le cose che avverranno") e quete (che deriva dal vocabolo "querare" ovvero "cercare", la ricerca è, infatti, una delle tematiche principali).
La comparsa della figura del cavaliere segna una rivalutazione della donna e dell'amore. Infatti, inizialmente la donna era malvista dalla Chiesa, in quanto veniva considerata la reincarnazione del male (quest'immaginario deriva dall'episodio biblico di Adamo ed Eva, in cui Eva tentatrice e peccaminosa porta Adamo a tradire la fiducia di Dio); nella cultura cortese, invece, assume virtù nobili e preziose. Il corteggiamento diventa un rituale e l'amore stesso si contraddistingue in quanto ricerca interiore.

Tra il cavaliere e la donna si instaura un rapporto di vassallaggio feudale: si chiede all'amore un beneficio (uno sguardo o un saluto) e si danno in cambio lodi e devozione. L'amore cortese sostiene e sconvolge allo stesso tempo l'ordine sociale.

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