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La poesia siciliana è poesia d'amore in lingua d'oc ed è presente in essa l topos dell'irraggiungibilità dell'amore. I sonetti siciliani sono inizialmente scritti in siciliano e poi toscanizzati ma alcuni sono rimasti intatti come quelli di Giovanni Maria Barbieri. All'interno della realtà della corte un gruppo di poeti decide di scrivere poesie non latine ma sono in un italiano di un certo livello. In latino c'era la documentazione di tipo politico ed amministrativo,era una sorta di bilinguismo in quanto esprime la condizione delle anime dopo la morte e il percorso di purificazione morale e religioso.. All'interno della corte era presente il notaio Giacomo da Lentini che rielaborò una antica poesia lirica dandola ela forma definitiva dal sonetto dal latino sonet che significa armonia che si divideva in quattordici versi endecasillabi. Esso veniva usato nelle Tenzon: un poeta scriveva n sonetto e l'altro gli rispondeva con un altro sonetto. I poeti della scuola siciliana sono dilettanti poichè non esiste la mentalità puramente laudica del poeta professionista. Sono delle persone di tale spirito che sono capaci anche di scrivere delle poesie perché la scuola siciliana nasce solo per dilettare per essere un momento di svago e non vuole comunicare nessun tipo di messaggio sociale o religioso.

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