Pessimismo

Del suo pensiero ci sono due fasi la prima fase è quella del pessimismo storico che inizia dal 1819 fino al 1824 la seconda è quella del pessimismo cosmico che inizia dal 1924 fino alla sua morte. Leopardi diceva che l’uomo è infelice perché nel momento in cui nasce ha bisogno di soddisfare dei piaceri questi sono dei piaceri materiali quindi l’infelicità è legata alla mancanza di qualcosa e la cosa che manca all’uomo fin da bambino è un piacere che non è un piacere qualsiasi ma gli manca un piacere che sia assoluto che sia eterno è duraturo perché Leopardi nello zibaldone dice se a me mancano i soldi e io ho il desidero di diventare ricco io poi ci divento però poi questo piacere e un piacere momentaneo perché poi io quei soldi li spendo e nel momento in cui non ho più il piacere della ricchezza divento nuovamente infelice. In questa prima fase del pensiero di Leopardi interviene la natura egli dice che la natura che è buona e dolce ci ha regalato le illusioni e queste permettono all’uomo di vivere e andare avanti, questo pessimismo si chiama storico perché Leopardi diceva che siccome gli antichi erano più Vicini alla natura perché non c’era il progresso questi credevano di più nelle illusioni poi il progresso ha allontanato l’uomo dalla natura e lo ha reso più infelice quindi l’infelicità è legata al progresso, questo è il pessimismo storico cioè legato al momento storico in cui l’uomo è vissuto. Poi lui va a Roma resta deluso e si rende conto che i romani nemmeno erano felici, torna a Recanati nel 1824 e c’è il passaggio dal pessimismo storico al pessimismo cosmico e questo passaggio consiste nella diversa interpretazione della natura infatti mentre il un primo momento questa era buona adesso diventa una matrigna cattiva che ha messo al mondo l’uomo solo per farlo soffrire, la natura viene rappresentata come una grande madre che pensa solamente ad auto conservarsi dove l’uomo è un qualsiasi essere come gli animali, il pessimismo diventa cosmico è legato all’uomo che non ha nessun altro riferimento perché non ha più le illusioni in quanto la natura ha messo al mondo l’uomo e poi lo fa soffrire e lo fa morire perché l’uomo non è al centro di essa perché al centro c’è lei stessa.
Leopardi era un conservatore perché il padre lo era, infatti una delle prime opere che Leopardi ha scritto è stata l’ode agli italiani che volevano liberare Piceno scritta nel 1815 quando si cominciarono ad organizzare i moti per la liberazione dell’Italia e lui in queste ode dice agli italiani che non è possibile pensare all’Italia unità ma le cose devono rimanere come sono e questo è stato il suo pensiero fin quando è stato con il padre poi cambia.
Leopardi parla di piaceri Materiali facendo riferimento al sensismo che era una caratteristica dell’illuminismo i sensisti dicevano infatti che tutto ciò che è dentro l’uomo è conseguenza del rapporto tra l’uomo con l’esterno il mondo reale questa in Leopardi è eredità dell’illuminismo che aveva conosciuto, Leopardi infatti dice che l’uomo è infelice per natura fin dalla nascita perché non potrà mai nella sua vita soddisfare questo piacere eterno perché qualsiasi gioia non è eterna.
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