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POETICA E FILOSOFIA

Il vero per individuo e il vero per sociale: I due criteri di funzionalità per Leopardi sono la rispondenza alle esigenze profonde dell'individuo e la rispondenza ai caratteri della condizione umana in sé considerata. Il vero che interessa Leopardi è il vero esistenziale dell'io ed è il vero sociale dei molti. Quindi ogni ipotesi deve essere verificata in base alla propria esperienza e sulla base delle esperienze umane. Le leggi del sistema devono per essere vere restare valide sia davanti alla propria esperienza individuale, sia davanti all'esperienza di chiunque altro: devono cioè avere un valore sia soggettivo che oggettivo.
La sua prima riflessione filosofica (1817-18) si basa sui termini tipici di un certo Illuminismo settecentesco. In particolare si sente l'influenza di Rousseau. Leopardi affronta subito il nodo problematico: l'infelicità umana.

Il problema dell'infelicità: un frutto della civiltà, vista in contrasto con la natura: L'infelicità non dipende dalla natura. La natura è infatti considerata un'entità positiva e benefica: perché produce solide e generose illusioni, che rendono l'uomo capace di virtù e di grandezza. La civiltà umana ha però distrutto le illusioni che rendevano la vita sopportabile e l'abbellivano e ha mostrato agli occhi dell'uomo l'arido vero della condizione sulla terra. L'uomo è stato così abbandonato a un'infelicità.
Il pessimismo storico: antichi e moderni. La storia come degenerazione: L'infelicità dell'uomo non è dunque un dato costitutivo, ma storico: gli antichi erano ancora capaci di grandi illusioni mentre i moderni le hanno perdute quasi completamente. Si parla così di questa prima fase leopardiana di pessimismo storico.
L'azione e l'eroismo, rimedi alla decadenza dei moderni: Leopardi pensa tuttavia che esistono ancora anche per i moderni, dei margini per recuperare le grandi illusioni degli antichi, attraverso l'azione e l'eroismo.
La crisi del sistema della natura e delle illusioni tra il 1819-1823: entra in crisi il sistema della natura e delle illusioni (pessimismo storico) a causa del modificarsi dei vari elementi che lo reggono. Già nel 1819 viene meno l'adesione di Leopardi al cattolicesimo infatti abbraccia il sensismo illuministico. L'esisto sfortunato dei moti rivoluzionari carbonari del 1821 riduce la fiducia nel valore liberatorio dell'impegno civile e nella sua praticabilità ed efficacia nel presente. In fine l'esperienza romana che delude la speranza che fuori di Recanati le possibilità di vita autentica e felice siano più numerose.
La svolta materialistica: meccanicismo e sensismo: Negli anni tra il 1819 e il 1823 Leopardi consolida un punto di vista rigorosamente materialistico inspirato al meccanicismo settecentesco.
La teoria del piacere sproporzione tra desiderio e soddisfazione possibile: La causa dell'infelicità umana è indicata nel rapporto tra il bisogno dell'idivido di essere felice e la possibilitò di soddisfacimento oggettivo (teoria del piacere). L'uomo aspira naturalmente al piacere. Ma il piacere desiderato è sempre superiore al piacere effettivamente conseguito e conseguibile. Il desiderio è anzi in se stesso illimitato e quindi non sarà mai soddisfatto. L'uomo quindi spera sempre di ragiungere la felicità nel futuro oppure si accontenta di raggiungerlo solamente nell'immaginazione.
Una nuova concezione della natura, colpevole e inadeguata: Queste riflessioni comportano una ridefinizone del concetto stesso di natura. Ora la responsabilità dell'infelicità umana è fatta invece ricadere per intero sulla natura, che determina la tendenza umana al piacere e infonde negli uomini l'amor proprio e il bisogno di felicità, senza poter poi in alcun modo soddisfare tale bisogno; facendo della vita umana un insieme di delusioni di sofferenze e di noia con l'unico scopo di procedere verso la morte.
Il pessimismo cosmico, la vita come male: In questa seconda fase ritiene invece che siano le condizioni stesse della vita a rendere l'infelice l'uomo. La natura non è più madre benevola ma matrigna crudele. Si parla quindi di pessimismo cosmico.
L'importanza della dimensione sociale per il significato della vita: A partire dal dialogo di Plotino e di Porfirio delle Operette viene sottolineata con particolare forza l'importanza della dimensione sociale nella vita umana.
Lo sforzo degli esseri umani deve invece essere rivolto a soccorrersi scambievolmente.
Un progetto di civiltà: Sulla coscienza del vero deve infatti basarsi un nuovo modo di vivere da parte degli uomini: consapevoli del male comune e del nemico comune la NATURA, essi devono allearsi per ridurre il più possibile il dolore di tutti gli uomini e accrescere la felicità consentita dal loro stato fisico-biologico.

LA POETICA

Contro il romanticismo colpevole di aver reciso il legame tra poesia e natura: (I romantici secondo Leopardi vogliono portare la poesia dal visibile all'invisibile e dalle cose alle idee, e trasmutarla di materiale e fantastica e corporale che era in metafisica e ragionevole e spirituale.) I romantici rompono quel legame tra poesia e natura. Quindi per Leopardi i romantici rinnegano il fondamento e la funzione della poesia che consistono nel mantenimento di un legame forte con la natura a dispetto della ragione e della civiltà.
Per una poesia fondata sui sensi e sull'immaginazione: Leopardi propone invece una poesia capace di servirsi innanzitutto dei sensi per provocare sul lettore un effetto forte; e rivendica così la propria formazione sensistica. L'origine di ogni emozione artistica è nel rapporto con la natura, più facile e diretto per gli antichi e difficile e artificioso per i moderni che con le nove scoperte e tecnologie non si può più fantasticare come facevano gli antichi.
L'imitazione degli antichi: Non essendo ai moderni più possibile quel rapporto fantastico e immaginativo con la natura che agli antichi era ancora aperto, l'unica strada che resta ai moderni per ristabilire un contatto con la natura non artificiale ma primitiva è lo studio degli scrittori antichi e l'imitazione dei loro procedimenti.
La funzione sociale della poesia secondo i romantici e secondo Leopardi: La poesia deve avere per Leopardi una funzione sociale. Ma ben diversa è la prospettica secondo cui tale funzione deve esercitarsi. Per Leopardi non si tratta di favorire un modello di cambiamento né di soddisfare i nuovi bisogni di una società nuova. Vuole tenere ancora l'immaginazione i valori nobili le virtù, che rischiano di atrofizzarsi nel mondo moderno.

Ragioni di incontro e di differenza tra Leopardi e i romantici: Si ritrovano in Leopardi in generale alcuni aspetti dell'immaginario romantico, quale la scissione io-mondo e la tensione tra uomo e natura ( e tra natura e civiltà). Ricorrono in Leopardi i temi dell'angoscia, del dolore, dell'infinito, del mistero, uniti all'atteggiamento agonistico e al motivo del canto lirico. D'altra parte Leopardi resta però irriducibile al Romanticismo per l'ideologia materialista, per il rifiuto dell'irrazionalismo in tutte le sue forme, per la poetica originalmente classicistica.
Un classicismo fondato su ragioni storiche e individuali: Il classicismo leopardiano riguarda anche la poesia, infatti essa deve corrispondere all'aspirazione umana al piacere servendosi di specifiche tecniche.
Una poetica dell'indeterminazione e del vago: c'è in leopardi la ricerca di vocaboli capaci di esprimere una tendenza al vago all'indefinito e di aprire prospettive polisemiche.
Immaginazione memoria, desiderio: La poesia deve al tempo stesso costituire già una forma di soddisfacimento.
Fusione di poesia e filosofia a partire dal 1828: viene meno la contrapposizione tra poesia e filosofia, e la concretezza dell'esperienza è coinvolta anche nelle sue esigenze ragionative e nel suo bisogno di significato.

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