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L'infelicità dell'uomo


Il piacere porta alla felicità

l'uomo non desidera un piacere ma Il Piacere, inteso come concetto, quindi infinito
nessun piacere terreno è paragonabile al Piacere perché le cose terrene sono tutte limitate
quindi l'uomo non può raggiungere il Piacere e prova un senso di insoddisfazione e infelicità

La natura, madre benigna


La natura ha donato all'uomo così tanti piaceri da potersi distrarre dall'infelicità espressa in precedenza (punto A) e l'immaginazione. Con l'immaginazione l'uomo può non pensare al quotidiano che reca dolore e sofferenza. Quindi l'immaginazione è piacere.

Il pessimismo storico


L'immaginazione non può esistere senza ignoranza, infatti gli antichi, avendo meno conoscenze, avevano più illusioni. Inoltre avevano una vita più attiva che faceva dimenticare loro il vuoto dell'esistenza. Perciò erano capaci di gesta eroiche e magnanime ed erano migliori sia nella vita civile, sia nella cultura. L'uomo moderno, invece, è completamente diverso. Quindi l'uomo stesso è causa della sua infelicità.

Leopardi da un giudizio lucidissimo sulla civiltà dei suoi anni, dominata dal tedio e dall'inerzia = tematica civile e patriottica: il poeta, che è l'unico ad essere a conoscenza della virtù antica deve sfidare il fato maligno (che poi coinciderà con la Natura) che ha contaminato l'Italia.

Il vago e indefinito


L'immaginazione porta alla felicità. Ciò che stimola l'immaginazione è il vago e indefinito, quindi suoni e immagini indefinite. Perciò l'uomo tende verso l'Infinito, che è l'indefinito per eccellenza.

La natura malvagia


Visione meccanicistica e materialistica di Leopardi: il mondo è regolato dal meccanismo di creazione e distruzione, ma la distruzione porta sofferenza, alla Natura non interessa il bene dell'uomo, quindi non è l'uomo la causa della sua infelicità ma la Natura.

Pessimismo Cosmico


Dato che la causa dell'infelicità è la natura, tutti gli uomini sono infelici.

Il bello poetico


E' bello in poesia tutto ciò che rievoca l'infinito e/o un ricordo (Vago e indefinito, vedi punto D)

Il ricordo


L'uomo tende verso il vago e indefinito. Il ricordo non è definito, bensì vago. Il ricordo della realtà, brutta, consola l'animo umano.
Il compito della poesia è quello di far ricordare.
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