Concetti Chiave
- L'infinito di Leopardi rappresenta un'esperienza soggettiva dell'infinito, esplorando sensazioni visive e uditive legate alla meditazione sull'eternità.
- La poesia si divide in due momenti distinti, ognuno di sette righi e mezzo, che trattano rispettivamente l'infinito spaziale e temporale.
- La siepe funge da limite visivo, stimolando l'immaginazione del poeta e permettendogli di concepire spazi e silenzi oltre la percezione umana.
- Il passaggio tra le due fasi della poesia avviene al verso 8, sottolineando la connessione tra le esperienze visive e uditive come un unico processo immaginativo.
- Leopardi rifiuta l'idea di un infinito oggettivo, sostenendo invece che l'infinito è una costruzione soggettiva dell'immaginazione umana, ispirata da esperienze sensoriali.
e questa siepe, che da tanta parte
dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quiete
io nel pensier mi fingo, ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s'annega il pensier mio:
e il naufragar m'è dolce in questo mare.
L'infinito, scritto nel 1819 è un'anticipazione della teoria del piacere che in quell'anno Leopardi non aveva ancora ipotizzato con chiarezza. La poesia si articola in due momenti: il primo è avviato dalla sensazione visiva,il secondo da quella uditiva. La poesia ha inizio appunto con un'immagine affettiva della vita di Leopardi, "il colle" che secondo la tradizione sarebbe il monte Tabor (che si trova nei pressi di Recanati). La siepe,per quanto possa sembrare banale,ha la funzione di creare la sensazione di vago e indefinito impedendo al poeta di guardare fino all'estremo orizzonte e permettendogli di immaginare infiniti spazi e silenzi al di là di quelli percettibili dall'esperienza umana e una quiete assoluta,tanto che per un attimo egli prova sgomento ("ove per poco il cor non si spaura") impaurito dalla percezione dell'infinito. Qui subentra la seconda parte della poesia avviata dalla sensazione uditiva in cui il poeta viene distratto dal vento che soffia fra le piante e lo paragona al silenzio infinito che stava immaginando. Leopardi inizia quindi a meditare e nasce nella sua mente il pensiero dell'eterno,delle epoche passate,dell'epoca presente e ancora in corso e il suono delle azioni degli uomini tutte, destinate a sparire presto nel nulla. Infine meditando egli si perde nell'immaginazione che gli provoca un senso di dolcezza.
Qual è l'analisi della struttura poetica?
Possiamo notare che i due momenti corrispondenti all'esperienza dell'infinito spaziale e quello dell'infinito temporale occupano esattamente sette righi e mezzo ciascuno, e che quindi sono stati strutturati secondo un rigoroso disegno costruttivo. Il passaggio avviene al verso 8 con un punto fermo ("...ove per poco il cor non si spaura. E come il vento odo stormir..."); questo serve per far distinguere le due fasi,ma è scritto in modo da far capire che l'immaginazione visiva e uditiva sono un processo unico in cui un'immaginazione scaturisce l'altra.
Concetto di infinito soggettivo
Al contrario di quel che si possa pensare,l'idea di Infinito come essere superiore è assolutamente errata,poiché il poeta stesso chiarisce nelle pagine dello Zibaldone,che non si tratta di questo. Inoltre l'Infinito di cui egli parla,è un infinito soggettivo,non oggettivo,creato solo dall'immaginazione dell'uomo ed evocato da sensazioni fisiche.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato della siepe nella poesia "L'infinito"?
- Come si articola la poesia "L'infinito" di Leopardi?
- Qual è la struttura poetica di "L'infinito"?
- Che tipo di infinito esplora Leopardi nella sua poesia?
La siepe rappresenta un elemento che limita la vista del poeta, creando una sensazione di vago e indefinito, permettendo però di immaginare spazi e silenzi infiniti al di là di essa, come descritto nel testo.
La poesia si divide in due momenti: il primo è visivo, legato all'immagine del colle e della siepe, mentre il secondo è uditivo, in cui il poeta riflette sul suono del vento e sull'infinito, come spiegato nel testo.
La poesia è strutturata in modo rigoroso, con due momenti che occupano ciascuno sette righi e mezzo, e il passaggio tra i due avviene al verso 8, evidenziando l'unione tra immaginazione visiva e uditiva.
Leopardi esplora un infinito soggettivo, creato dall'immaginazione umana e evocato da sensazioni fisiche, contrariamente all'idea di un infinito come essere superiore, come chiarito nel suo Zibaldone.