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La poesia degli antichi e dei moderni

Con il Discorso di un italiano intorno alla poesia romantica, Leopardi polemizza con i romantici, nonostante la sua sensibilità fosse affine alla loro. Difende però gli antichi in quanto modelli morali, creatori di una poesia spontanea.

Poesia di immaginazione
Nelle pagine del Discorso, Leopardi distingue tra poesia antica e moderna, riconoscendo quella antica come la migliore, espressione di fantasia e immaginazione, tipiche dei primitivi e dei fanciulli.
Gli antichi erano vicini alla natura e avevano potuto creare i miti e le favole, cioè quelle “illusioni” che rivestono la dura realtà della vita, nascondendo agli uomini il “vero”.

Poesia di sentimento
Con la modernità, l’equilibrio tra uomo e natura si è rotto, a causa della ragione, che ha fatto cadere le illusioni e svelato la vera esistenza e gli sforzi necessari per il raggiungimento della felicità.

I poeti hanno privilegiato la ragione e il vero, distruggendo la poesia antica, fondata sull’immaginazione.
Ai moderni resta quindi una poesia “sentimentale”, legata alla realtà interiore.

Poetica dell’indefinito e della rimembranza
La poesia moderna può solo cercare di recuperare la felice condizione, il mondo immaginoso della fanciullezza che, presentandosi in modo vago, lontano e indefinito, sollecita la fantasia. Tutto ciò che alimenta pensieri vaghi, sollecita l’immaginazione. Anche la “rimembranza” è importante per il sentimento poetico, perché da’ vaghezza alla realtà e rende poetica persino un’esperienza dolorosa.

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