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Poesia del vago e dell'indefinito - Giacomo Leopardi


L’uomo è infelice perché il piacere che desidererebbe non è infinito. Siccome quest’ultimo è irraggiungibile, l’uomo può ottenere la felicità tramite l’immaginazione. Questa si raggiunge tramite quei suoni e quelle immagini vaghe e indefinite. L’unico conforto alla felicità è l’immaginazione; essa scatta quando la vista viene ostruita e siamo portati ad immaginare cosa c’è oltre all’impedimento. La mente quando parte non si ferma più. Ci sono anche altre sensazioni, come quelle uditive. Ciò ti porta a liberare la mente e introdurre pensieri piacevoli.
Nell’infinito Leopardi è ancora nella fase delle illusioni e l’illusione è felicità. In questa meditazione ha una sorta di volo all’interno della sua immaginazione e dice che è dolce per lui immergersi in quest’immensità pensierosa.
Questa poesia è articolata in due parti: nella prima parte dice che l’avvio di queste sensazioni è dato da una sensazione visiva, data dall’impossibilità di vedere oltre; nella seconda parte prende invece avvio da una sensazione uditiva, come ad esempio lo stormire del vento tra le piante. È da queste sensazioni piacevoli che nasce l’immaginazione. Il bello poetico si ha proprio quando la poesia nasce dall’immaginazione.
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