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Il pessimismo storico

Tra il 1818 e il 1823, Leopardi affronta il problema dell’infelicità dell’uomo moderno nell’ottica del “pessimismo storico”, cioè come l’effetto di un processo storico di progressiva decadenza.

La poesia filosofica

Secondo il poeta, il genere umano si è allontanato dalla felicità, passando al dominio della natura, che aveva creato illusioni, al dominio della ragione e delle conoscenza del vero.
All’opposizione tra natura e ragione corrisponde quella fra poesia di immaginazione e quella filosofica e sentimentale dei moderni, ai quali resta la nostalgia per la condizione di felicità perduta.

L’impegno patriottico e il “titanismo”

Il rammarico per la decadenza dell’Italia, il rapporto tra immaginazione antica e infelicità moderna, l’impossibilità della poesia nel mondo moderno e della fine dell’intesa tra uomo e natura sono elementi di riflessione per Leopardi, che vengono espressi nelle 10 canzoni di argomento civile e filosofico che aprono la raccolta dei Canti.

All’Italia (1818) affronta il tema delle tristi condizioni dell’Italia, soggetta al dominio straniero.
Leopardi inizia un ideale pellegrinaggio attraverso la storia umana, alla ricerca delle illusioni, collocate nell’antica Grecia e nell’antica Roma. La Restaurazione segna l’adesione del poeta alle idee democratiche e repubblicane.
Il patriottismo di Leopardi si coglie in relazione al pessimismo storico: la corruzione morale e politica dell’Italia è per lui un aspetto della decadenza moderna.

L’esempio dei grandi

La canzone Sopra il monumento di Dante (1818) sollecita gli italiano a prendere esempio dai grandi del passato. Anche la canzone Ad Angelo Mai (1820) parla degli intellettuali della storia italiana (Dante, Petrarca, Tasso, Alfieri) che hanno sofferto per affermare le loro idee.

Degradazione del presente e possibilità di riscatto

In Nelle nozze della sorella Paolina Leopardi affronta l’educazione dei giovani ai valori antichi e invita la sorella e le donne italiane a preferire figli infelici, purché forti e pronti a combattere per la libertà della patria.

Le canzoni del suicidio: virtù civile e poesia

Le due canzoni filosofiche Bruto minore (1821) e Ultimo canto di Saffo (1822) si collocano negli anni in cui leopardi passa all’idea di natura matrigna: all’opposizione natura-ragione,subentra l’opposizione natura-uomo, vittima innocente di un inganno crudele. Il percorso di Leopardi, iniziato con l’ammirazione e la nostalgia per il passato, si conclude con un pessimismo legato alla scoperta della vanità delle illusioni.

Natura e civiltà

Le due canzoni celebrano quando la natura era incontaminata e l’uomo viveva in armonia con essa. Entrambi i componimenti esprimono l’idea che la felicità appartiene all’età dell’immaginazione e dell’infanzia, mentre i moderni hanno perduto quella visione fanciullesca e immaginosa.

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