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Leopardi a 25 anni esce da Recanati perché trova un lavoro presso l’editoriale Stella, suo padre infatti non gli voleva dare i soldi e per un aristocratico lavorare a quell’epoca era un grande disonore. Va a Milano ma ha problemi di salute quindi va a Pisa dove sta bene ma attraversa un periodo della sua vita in cui non riesce più a scrivere poesie ma scrive tesi in prosa: le OPERETTE MORALI, i quali erano testi filosofici sulle domande che si pone l’uomo (individuo, natura) sottoforma di dialogo, come la maggior parte delle opere filosofiche dell’antichità, il primo fu di Platone. Sono quindi degli scritti in cui esprime il suo pensare in prosa sotto forma dialogica tra personaggi mitici o favolosi o personaggi storici. In alcuni dialoghi l’interlocutore è la proiezione dello stesso autore.
Esprime i suoi pensieri attraverso una serie di invenzioni fantastiche, miti, allegorie, paradossi e pur essendo scritte in modo scherzoso si concentrano intorno ai temi principali del pessimismo: impossibilità del piacere, noia, dolore.

Dialogo di un venditore di almanacchi e di un passeggiere(passante) = gli almanacchi sono calendari con proverbi, le facce della luna, previsioni. Il venditore vuole vendere al passante un almanacco, il quale chiede se l’anno sarà meglio di quello passato e il venditore risponde di si..

Dialogo di Federico rush e delle sue mummie = uno scienziato aveva inventato un modo per mummificare i cadaveri, fare in modo quindi che non si decompongano e Leopardi si immagina che le mummie 1 volta ogni cento anni si sveglino per 15 minuti. Una notte lo scienziato si sveglia perché sente cantare nel suo laboratorio e scende con un bastone. Le mummie gli rispondono che stanno approfittando dei loro 15 minuti di vita, lui chiede cosa hanno provato quando sono morti, e rispondono che è come addormentarsi, non appena però chiede se c’è qualcosa dopo la morte essi si riaddormentano.

Dialogo della natura e di un islandese = lo spunto fu offerto dalla storia di Jenni di voltaire nel contesto di un discorso sui flagelli degli esseri umani, si parla delle terribili condizioni degli islandesi, minacciati insieme al gelo dal vulcano Ekla. L’islandese è quindi preso da Leopardi come simbolo dell’infelicità dell’uomo e dei mali che lo affliggono. La natura gli ha reso la vita difficile all’islandese così decide di viaggiare. In Africa trova un donnone, la natura. Lui si lamenta di quanto è difficile vivere e le chiede perché ha fatto questo, e lei risponde che il suo compito è far vivere e far morire. Lui dice di non aver chiesto lui di venire al mondo, quindi perché la sua vita è cosi complicata? Due finali:

• 2 leoni mangiano l’islandese
• una tempesta di sabbia lo copre e anni più tardi due archeologi lo trovano e lo portano in un museo

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