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L’Infinito lo scrive a 19 anni e ha 15 versi perciò scardina il sonetto classico che ne ha 14. Non ha ne strofe ne rime e parla di un posto che gli è caro, una collina vicino a casa sua dove si siede lontano da tutti e pensa che al di la di quella collina c’è l’universo, una realtà infinitamente grande. L’universo è la nostra patria che immaginiamo quindi la dimensione del pensiero è più grande di quella fisica. L’universo è attorno a noi ma anche dentro di noi e ciò fa di noi esseri speciali e privilegiati.
• sempre caro mi è stato questo colle solitario e questa siepe (vegetazione) che impedisce allo sguardo di vedere l’orizzonte lontano ma sedendo e guardando rifletteva e immaginava spazi senza confini al di quel verde, silenzi perfetti e un’assoluta pace tanto che per poco il suo cuore non prende paura e poiché sente il vento tra le piante, paragona il silenzio dell’universo alla voce del vengo che gli ricorda l’eternità, il passato e il tempo che sta vivendo e tra questa immensità il suo pensiero si immerge e gli è dolce naufragare in questo mare. (=gli è dolce pensare che ci sia questa dimensione enorme poiché questo fa si che noi non abbiamo confini. Il pensiero ci permette di avere una dimensione che normalmente non avremmo.

Il passero solitario è ambientato in primavera, Leopardi guarda dalla finestra e sul campanile vede un passero che canta mentre gli altri volano. Lui immagina che i ragazzi vadano in piazza mentre lui rimanda il divertimento e gli sembra che il sole gli dica che la giovinezza sta finendo quando si volta nella campagna. Il passero fa così perché è nella sua natura ma lui da vecchio pensando alla sua giovinezza non ne sarà felice ma non potrà più tornare indietro e si pentirà di come ha agito.

A Silvia Leopardi pensa che noi aspiriamo ad una felicità infinita, questo nella nostra vita non è possibile perché quest’ultima è fatta soprattutto da delusioni e difficoltà. Noi apparteniamo alla natura che ci ha creati con questa aspirazione e poi ci manda malattie, incidenti e morte e anche l’uomo più ricco e felice ad un certo punto muore. Siamo felici quando:
-ci aspettiamo qualcosa di bello dal sabato
- la domenica aspettiamo il sabato prossimo = l’attesa del piacere è il piacere stesso perché lo proviamo aspettando qualcosa di bello o uscire da un momento o una difficoltà

Scritta a Pisa a 29 anni questa poesia rievoca una ragazza che abitava di fronte a casa sua. Leopardi stava in biblioteca, ma maggio mentre lui studia sente il rumore del telaio e vede la ragazza che tesse. Ella cantava perché era felice, perché aveva delle speranze, come lui che sperava di fare successo. La ragazza però ad un certo punto si ammala di Tisi e muore, non riesce a vivere i momenti belli che si augurava, il destino ha sconfitto le sue speranze. Egli invece è diventato un grande poeta ma non era felice poiché non ha trovato la gioia che pensava di trovare realizzando se stesso. La figura di Silvia è rappresentata come la speranza e la felicità sconfitta dalla verità, che e un dolore fortissimo.
*Guicciardini diceva: se un uomo pensasse che la sua vita non porterà a nulla, egli non farebbe niente. Queste speranze aiutano a vivere, Leopardi dice che non servono a nulla queste speranze e che la verità della vita è che ciò che ci aspetta è la tomba.
“ Ti ricordi quando eri viva quando la bellezza splendeva nei tuoi occhi fuggivi, e tu lieta e pensosa, felice e piena di timori del futuro, stavi diventando una giovane donna “.
* vago nell’800 significava anche bello = immagina un avvenire bello ma non sa ancora come sarà.
•Che speranze, che pensieri dolci, che sentimenti quando la vita gli sembrava un destino pieno di fortuna e felicità. Quando ripensa torna ad addolcirsi per la vita. Perché la natura ci da tante speranze che poi verranno smentite? Perché tradisce i suoi figli? Silvia vinta da una malattia, morì senza che io potessi vedere i suoi anni migliori, tutta la giovinezza Silvia non è riuscita a viverla.

Lui che è riuscito a vivere non ha avuto sorte migliore. Anche dopo poco sarebbe morta la sua speranza poiché lui in modo diverso non ha potuto vivere bene la sua giovinezza a casa del padre, della difficoltà di uscire da Recanati e problemi di salute.
Silvia e la speranza diventano una cosa sola e la sua morte indica che esse per lei non si realizzeranno mai. E come se mostrassero che l’unica cosa sicura nella vita dell’uomo è la morte.

La felicità ci viene strappata e lui non vuole rassegnarsi a ciò.

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