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Leopardi - Commento della poesia L'infinito

Questa lirica è composta da quindici versi nei quali Leopardi esprime la sua riflessione sull’infinito. Egli prende solo spunto dalle immagini naturali per far riflettere e per far scoprire il senso della vita. La vista del poeta è limitata da una siepe che non gli permette di vedere l’orizzonte lontano che per lui rappresenta la nostra vita circoscritta nello spazio e nel tempo. Questa limitazione fa si che Leopardi riesca a immaginare l’infinito come uno spazio indeterminato; questo gli provoca una sensazione di smarrimento e di desiderio In questa lirica notiamo come Leopardi mette in evidenza la sua visione pessimistica e il poco ottimismo la rende molto triste. Tra i versi notiamo diverse sensazioni:
-Limitatezza della realtà umana: “…Ma sedendo e mirando … io nel pensier mi fingo”
-Senso dell’infinito:”Sempre caro mi fu quest’ermo colle… il guardo esclude”

-Sensazioni visive: “…e mi sovvien l’eterno… suon di lei”
-Sensazioni uditive: “…e come il vento…a questa voce vo comparando”
Il suono di Silvia distoglie il poeta dalle sue riflessioni e lo riporta alla realtà. L’autore è inoltre sollecitato ad un paragone: il silenzio infinito è paragonato al fruscio delle onde. Il dolce naufragare rappresenta la capacità di immergersi nell’affascinante mistero della vita.

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